Agenda, sagre all’insegna della stagionalità a Brisighella, Sogliano e nel riminese

Riccardo Isola - A novembre si accorciano le giornate e quel fuligginoso e umido velo di nebbia abbraccia le atomsfere e i territori. Un fresco pungente che invoglia al tepore domestico. Eppure, proprio ora, è il momento migliore per risalire le colline, respirare il ritmo lento della stagione e lasciarsi guidare dai profumi della terra che riposa. In Emilia-Romagna, novembre è il mese delle sagre gastronomiche, appuntamenti che celebrano identità, saperi antichi e prodotti che raccontano storie di comunità. Tra i protagonisti assoluti c’è lui, il Formaggio di Fossa. Un’eccellenza romagnola nata per necessità, quando, nel Quattrocento, i contadini cominciarono a nascondere le forme nelle cavità di arenaria per proteggerle dai saccheggi. Oggi quelle fosse sono scrigni che custodiscono una tradizione che affiora ogni fine novembre, come un rito che segna il passaggio alla stagione invernale. Mondaino apre la danza con «Fossa, Tartufo & Venere» (23 e 30 novembre). Qui, sotto il castello, le fosse scavate nell’arenaria continuano a svolgere la loro funzione originaria. Il pecorino estivo, sigillato nelle camere di fermentazione, rivede la luce tra degustazioni, incontri con i produttori e un’atmosfera che mescola storia medievale e piaceri della tavola. A pochi chilometri, Talamello accende la sua personalissima luce dorata con «L’Ambra di Talamello» ( 23 novembre). Il borgo del Montefeltro si trasforma in una terrazza del gusto dove il formaggio infossato dialoga con eccellenze provenienti da tutta Italia. Stand, profumi e accenti diversi convergono nelle vie del paese, in un gemellaggio gastronomico che ogni anno richiama appassionati e curiosi. Il cuore pulsante della stagione resta però Sogliano al Rubicone. Qui, per la 50ª Fiera del Formaggio di Fossa Dop (23, 30 novembre e 7 dicembre), il rito della riapertura delle fosse, fissato dalla tradizione al 25 novembre, giorno di Santa Caterina, diventa un vero evento collettivo. La storia contadina rivive tra racconti, mostre, visite guidate agli antichi locali di infossatura e un calendario ricco di spettacoli, laboratori e iniziative culturali. A rendere ancora più golosa la festa, i menù dei ristoratori locali e il percorso E Zir dal Fosi, una degustazione itinerante nelle cinque fosse del paese con abbinamenti curati dal Consorzio Vini di Romagna. Non c’è novembre romagnolo senza l’oliva. Coriano celebra la sua identità agricola con la Fiera dell’Oliva e dei Prodotti Autunnali (23 e 30 novembre). Una mostra mercato che valorizza un olio extravergine ancora tutto da scoprire, frutto di un microclima capace di donare qualità e carattere. Qui la Casa dell’Olio ospita produttori, degustazioni e laboratori sensoriali, mentre le Cene d’Autunno (24–27 novembre) creano menu costruiti su materie prime stagionali. Intorno, stand gastronomici, artigianato rurale, musica e un borgo che profuma di terra, legna e frutti d’autunno. A chiudere il cerchio dei sapori arriva lui, il re dei boschi: il tartufo. Brisighella, domenica 23 novembre, dedica a Sua Maestà il Tartufo una giornata in cui il borgo medioevale si anima di mercatini, ricette tipiche e ristoranti che danno voce ai tartufi bianco e nero della collina faentina. Un profumo inconfondibile che avvolge vicoli, botteghe e tavole, trasformando la sagra in un piccolo pellegrinaggio gastronomico. Novembre, in Emilia-Romagna, è così: un invito a muoversi piano, assaporare, ascoltare i luoghi e chi li custodisce. Un mese che ricorda come, dietro ogni prodotto, ci siano mani, storie e paesi che continuano a resistere con orgoglio. E che il gusto, spesso, è la forma più autentica di memoria collettiva.