Agenda, a Brisighella, Coriano, Sogliano e Mondaino tanti appuntamenti tra sapori di «fossa» e ori verdi d’Appennino

Riccardo Isola - In attesa degli eventi natalizi ancora qualche gustosa uscita fuori porta, di natura enogastronomica, la si può fare in Romagna. A Mondaino, quando novembre scivola verso l’inverno e l’aria si fa più tagliente, succede una magia antica: dalle fosse scavate nell’arenaria, lassù nel borgo che profuma di castello e di memoria contadina, riaffiora il formaggio di fossa. Non è solo un prodotto, è un respiro della terra che torna in superficie. Il 30 novembre le vie del paese si riempiono dell’aroma intenso e quasi primordiale del pecorino estivo, lasciato riposare e fermentare per mesi nel ventre caldo del sottosuolo. I produttori lo porgono ai visitatori come un tesoro riemerso: assaggi pieni, decisi, da provare e da portarsi a casa. È un rito che parla di stagioni, di attese e di un rispetto ostinato per i ritmi dell’agricoltura. E nello stesso giorno, poco più in là, Sogliano al Rubicone celebra il suo cinquantesimo compleanno con l’ultima giornata della storica Fiera del Formaggio di Fossa Dop. Qui il gusto diventa festa di piazza, partecipata e rumorosa, con un programma che mescola tradizione e comunità: mostre, teatro, convegni, degustazioni, mercati di allevatori e coltivatori. Il formaggio di fossa si assaggia ovunque, tra stand e botteghe, ma trova un momento speciale in «4 Ristoranti in Piazza», dove quattro cuochi soglianesi firmano altrettanti menù dedicati non solo fossa, ma cucina che dialoga con il territorio. E poi c’è «E Zir dal Fosi», un percorso di assaggi e calici guidati attraverso le cinque fosse del centro storico: un cammino aromatico che racconta l’identità del luogo più di mille parole. Restando nel riminese, Coriano mette in scena un’altra anima dell’autunno: la Fiera dell’oliva e dei prodotti autunnali, con le sue degustazioni di olio nuovo e vini, gli stand di artigianato rurale, le esposizioni dedicate alla civiltà contadina, la musica che anima le vie. Un appuntamento che profuma di frantoio e di cucina delle nonne, sincera e senza fronzoli. E parlando di olio, l’oro verde dell’Appennino trova il suo apice a Brisighella, dove il 30 novembre la Sagra dell’Ulivo e dell’Olio riporta al centro una tradizione millenaria. Qui l’ulivo non è solo una coltura, ma una presenza che accompagna il paesaggio da tempi romani. Protagonisti assoluti sono il «Brisighello», extravergine Dop dalla personalità netta, e il più raro «Nobil Drupa», olio elegante e ricercato che in questi giorni si può acquistare fresco di molitura, come una spremitura d’identità. Passeggiando tra gli stand, il profumo verde e pungente dell’olio nuovo si mescola alle voci della gente: è l’inverno romagnolo che inizia, ancora una volta, dal gusto.