Scherma, un 2018 da incorniciare per Alessia Pizzini: "Il mio sogno? Le Olimpiadi"

Ravenna | 31 Dicembre 2018 Sport
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Gabriele Cocchi
Il 2018 è stato un anno da ricordare per la 16enne Alessia Pizzini, talentuoso gioiello del Circolo Ravennate della Scherma. In marzo, agli Europei categorie Cadetti e Giovani, aveva ottenuto uno stupendo sesto posto che le era valso la qualificazione ai Mondiali Cadetti che si sono poi svolti ad aprile a Verona e dove Alessia si è comportata benissimo ottenendo la tredicesima posizione in classifica. La ciliegina sulla torta è arrivata in estate con la conquista del titolo italiano nella categoria giovani U20 ed il diciottesimo posto agli assoluti italiani. «E’ stata veramente una bellissima stagione – racconta Alessia - con la partecipazione ai Mondiali e la vittoria del titolo italiano U20 che resteranno i due picchi del 2018. Sono rimasta comunque molto soddisfatta anche della prestazione agli Assoluti dove sono giunta diciottesima misurandomi con autentiche campionesse».
Ha già conquistato tante belle vittorie da sembrare una veterana a dispetto della giovane età. Qual è il ricordo più bello in pedana?
“I ricordi più belli sono due: la prima convocazione azzurra ed il podio ai campionati italiani, mentre l’emozione più intensa l’ho vissuta quando sono stata chiamata nella Nazionale Under 20. Da novembre sono entrata definitivamente nella categoria Under 20 ed a fine febbraio ci saranno gli Europei U20 proprio in Italia ed anche i Mondiali U20 che si disputeranno in Polonia. Questi sono gli appuntamenti clou del 2019 dove spero di riuscire a guadagnarmi la qualificazione, cosa che avverrà se farò bene nelle tappe di Coppa del Mondo».
Evidentemente possiede un tale talento che occorre spostare sempre in avanti l’asticella dei suoi obiettivi.
«Cerco sempre di pormi come mete dei traguardi che non siano troppo lontani dalle mie possibilità e che allo stesso tempo mi diano grande stimolo e carica agonistica per cercare di raggiungerli. Poi, nel caso riesca a centrarli, me ne pongo un altro sempre in crescendo in modo da non sentirmi mai appagata».
Come è scattata la passione per la scherma?
«Guardando in tv le Olimpiadi del 2012 a Londra, da quel momento mi è scattata una grande voglia e sono andata subito al Circolo Ravennate della Spada. Avevo già 11 anni mentre di solito si inizia prima ma poi fortunatamente ho bruciato molte tappe».
Sogni nel cassetto?
«Entrare in un Corpo Sportivo dello Stato. Guardando più lontano, invece, dico quello che è il sogno di ogni atleta e cioè la partecipazione alle Olimpiadi: per quelle del 2020 sarà molto difficile, perché sarò ancora parecchio giovane e inesperta, senza dimenticare il livello altissimo della scherma italiana con fior di atlete già di vertice e molto esperte a livello internazionale. Ma per i Giochi Olimpici del 2024 spero di potermi giocare la qualificazione. Il potere coltivare questa speranza è già una bella cosa e per questo devo ringraziare i miei genitori, che mi hanno sempre seguito, la società del Circolo Ravennate e l’allenatore, cioè il maestro di spada Pavlo Putyatin».
Qual è la sua migliore caratteristica quando è in pedana?
«Forse il sapere ben cogliere il tempo giusto nella partenza dell’azione».
Cosa deve migliorare?
«Tantissime cose sia a livello fisico che atletico per potere reggere meglio l’impatto con le categorie superiori, me ne sono resa conto agli Assoluti, dove al terzo-quarto assalto sentivo già la fatica. E’ essenziale quindi migliorare anche la resistenza lavorando sul piano fisico e muscolare, inoltre devo essere costante nel mantenere sempre alta la concentrazione senza mai mollare un attimo quando ad esempio sono in vantaggio».
Alessia Pizzini ha un idolo?
«La Vezzali per la determinazione, è una atleta che ho avuto modo di conoscere abbastanza bene ed ho avuto modo di apprezzarla molto anche dal lato umano perché è stata molto disponibile parlandomi delle sue esperienze. Un’altra che ammiro molto è la Navarria, mentre tra gli uomini il fiorettista Alessio Foconi». 
Riesce a conciliare bene sport e scuola?
«Sto ndo la quarta al liceo classico linguistico di Ravenna, non è facile farli coesistere perché mi alleno spesso e si gareggia molto, ma alla scuola tengo particolarmente e quindi, ndo sacrifici e faticando un pochino, riesco a conciliare discretamente in modo da fare bene in entrambe le cose anche perché vorrei poi frequentare l’Università».
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