Ravenna, il 12 parte "Nutrire Ravenna", i dati sul rischio povertà, parla Camorani (Ass. Per gli Altri)

Ravenna | 03 Ottobre 2019 Cronaca
Federica Ferruzzi - Si intitola «Nutrire Ravenna 2019, lotta allo spreco, esperienze e proposte contro la povertà alimentare» il contenitore di incontri che partiranno il 12 ottobre proposto dal Comune, dalla Rete provinciale della solidarietà coordinata dall’associazione Per gli altri – Centro di Servizio per il Volontariato, dai progetti Nutrire Ravenna ed Ecologia di Comunità per fare il punto sul tema. Sei appuntamenti (vedi box) che spazieranno dalle esperienze di mense e cucine popolari alla proposta del pranzo sospeso per avviare buone pratiche sul territorio. «L’obiettivo - spiega infatti Denise Camorani, co-direttrice dell’associazione Per gli altri - è quello di unire le forze delle realtà del terzo settore e non solo per combattere povertà e spreco alimentare. Come associazione siamo i referenti provinciali della Rete della solidarietà, nata per un confronto che oltrepassi i confini comunali e diventi periodico. La nostra presenza, comunque, non è data tanto dal fatto che lavoriamo con le povertà, ma soprattutto perchè intendiamo aiutare il dialogo e la costruzione di una rete». E si capisce che c’è necessità di creare una rete in grado di dare risposte dai recenti dati elaborati dalla Regione sul reddito e sulle condizioni di vita della popolazione. «Dalla ricerca regionale analizzata nel percorso formativo della rete provinciale della solidarietà da Iress Bologna di cui si darà riscontro nel convegno del 12 ottobre- prosegue Camorani - si evince che la diseguaglianza nella distribuzione del reddito dal 2008 al 2017 è migliorata in Emilia-Romagna, in quanto passata dal 31,2% al 29,4%. Percentuale comunque più alta rispetto alla media del Nord Est Italia. Paragonando poi il dato con quello del 2016 dei distretti di Faenza, Lugo e Ravenna, si evidenzia che la diseguaglianza nel distretto di Faenza è al 30,1%, in quello di Lugo al 26,6% e nel distretto di Ravenna è al 27,9%. Il rischio di povertà (cioè persone che vivono in famiglie con reddito familiare inferiore al 60% del reddito mediano dello stesso paese) in Emilia-Romagna è cresciuto dall’ 8,7% del 2008 al 10,5% nel 2017. Anche in questo caso una percentuale regionale inferiore rispetto ai dati nazionali, ma superiore al dato del Nord-est. Anche qui possiamo mettere a confronto il dato regionale e nazionale sul rischio povertà con i numeri relativi alla nostra provincia nel 2016. Nel distretto di Faenza la percentuale è al 10,9%, nel distretto di Lugo è al 7,5% ed in quello di Ravenna è al 10,1%». Anche i numeri sull’intensità del lavoro rilevano dati preoccupanti: dal 2008 al 2017 in Emilia-Romagna si è cresciuti di quasi 2 punti percentuali e si è superata ancora una volta la percentuale del Nord-est. «Dall’analisi di tutti questi indicatori - conclude la co-direttrice - si desume che, negli ultimi nove anni, il rischio di nuove povertà in regione è aumentato. Se nel 2008 il dato era al 13%, contro il 14,3% del Nord Est e il 25,5% dell’Italia, nel 2017 è passato al 17,2% contro il 16,1% del Nord Est e il 28,9 dell’Italia.

IL PROGRAMMA
Il primo appuntamento sarà il 12 ottobre al Grand Hotel Mattei, dalle 9 alle 13, e avrà per titolo «Lotta alla povertà e allo spreco alimentare come occasione di sviluppo». Il 15, dalle 15 alle 18, seguirà l’incontro «La lotta allo spreco alimentare nelle imprese: strategie e suggestioni. Inquadramento normativo e presentazione della piattaforma BitGood» e sarà ospitato nella sala assemblee Confesercenti di piazza Bernini. Il 23 novembre dalle 9 alle 18, ci sarà «Indovina chi viene a pranzo», con esperienze e progetti di mense, cucine e cibo, anche del territorio, contro la povertà alimentare alla Fraternità San Damiano Ex Convento Cappuccini via Guglielmo Oberdan 6. Il 25 novembre, dalle 10 alle 18, ci sarà il corso di formazione per addetti alle mense sociali, alla ristorazione e per tecnici e  volontari delle filiere antispreco degli alimenti all’Officina del Ristoro di via Sansovino 17. Il 30 novembre, alle 12, si terrà «Un pranzo per due verso “Ristoranti aperti” all’osteria Passatelli via Ponte Marino 19, dove si ragionerà sul “pranzo sospeso” sul modello del caffè sospeso. Dal 12 ottobre al 30 novembre verrà inoltre allestita «I buoni del pane, il pane dei buoni», una mostra di documenti storici per il contrasto alla povertà alimentare all’ufficio Decentrato Via Berlinguer n.11 ed in forma itinerante nei luoghi degli eventi.

L'ESPERIENZA DELL'EX ASSESSORA GIOVANNA PIAIA
Le radici del progetto «Nutrire Ravenna» affondano nel secondo mandato dell’ex assessora Giovanna Piaia che, forte di una formazione in psichiatria, ha applicato il modello della medicina sociale alla delega alle Politiche sociali nella giunta Matteucci. «Il progetto è stato ideato sulla rete, già ben rinforzata, del tavolo delle povertà, che ha proseguito modificando nome e impostazione. Allora (2011, ndr) cercammo anche di intervenire sui disagi causati dal momento economico a dir poco critico con uno sportello per le persone che avevano perso il lavoro, soffermandoci sulle ricadute psichiche delle classi sociali che fino a quel momento non avevano risentito della crisi». Se nei primi 5 anni di mandato Giovanna Piaia si è concentrata sull’attività di conoscenza delle associazioni, è nel secondo quinquennio che ha messo in rete quanto scoperto. «Il tavolo delle povertà nasce intorno al 2011 grazie ad un lavoro collegiale con le associazioni. Quando ho ricevuto la delega alle Politiche sociali ho dato vita a questi tavoli e “Nutrire Ravenna” è stato il frutto successivo di questa rete che si è consolidata. In pratica le associazioni che, fino a quel momento, lavoravano in maniera distinta, hanno cominciato ad operare insieme». Un altro progetto di quel periodo è, ad esempio, «Tutti i bambini vanno a scuola», nato appunto da un lavoro di rete, così come la rete è stata fondamentale per l’associazione Avvocati di strada, che ha visto una proficua collaborazione con il dormitorio Re di Girgenti e associazione San Rocco. «Da lì sono nate forme di progettualità sociale innovative, fare rete produce la possibilità di creare progetti integrati. Per quanto riguarda “Nutrire Ravenna” occorre dire che allora non c’erano le leggi che ci sono oggi; il Tavolo è stato pioniere dello sviluppo della legge del Buon Samaritano e ora raccogliere il cibo è più semplice».
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