Processo Cagnoni, l'amica di Giulia: " Matteo aveva registrato conversazioni con la moglie"

Ravenna | 02 Dicembre 2017 Cronaca nera
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"Giulia era sfinita, diceva che Matteo la seguiva ovunque, persino in bagno se si tratteneva troppo lui bussava alla porta. Era convinta che lui la facesse pedinare e che le avesse messe cimici in auto. Matteo aveva anche registrato delle conversazioni, ma quando lei se ne accorse le cancellò". Questo il quadro descritto da Claudia Rotundo, amica di Giulia che ha testimoniato alla settima udienza dibattimentale del processo che vede Matteo Cagnoni accusato dell'omicidio della moglie. Una testimonianza "in linea" con quanto emerso dai racconti dei testi ascoltati nelle scorse udienze.

La segretaria e l'ex fidanzata di Matteo
Il pm Cristina D'Aniello ha voluto ascoltare anche la segretaria di Matteo Cagnoni, Giorgia Borghesi e la sua ex fidanzata, Ilaria Papale. Entrambe avevano ricevuto un messaggio dall'imputato nella notte tra il 18 e il 19 settembre dello scorso anno, diversi minuti prima che Giulia venisse trovata morta e che la polizia bussasse alla porta della villa di Firezne dove cagnoni si trovava con i figli. La segretaria che aveva aperto lo studio a Cagnoni che non aveva le chiavi, attorno a mezzogiorno del 16 settembre, giorno dell'omicidio di Giulia, ha riferito di averlo visto piuttosto agitato e con i capelli bagnati e scompigliati. Particolare che le è rimasto impresso visto che Cagnoni "era solito arrivare in studio vestito di tutto punto e sistemato. MI ha detto che la madre era stata male e doveva andare subito a Firenze, poi ha preso qualcosa dalla cassaforte ed è uscito". La Borghesi ha anche parlato di quel messaggio whatsapp che le chiedeva di annullare tutti gli appuntamenti del giorno successivo "'perchè è successa una tragedia': ho immaginato che fosse morta la madre". Anche la Papale ha riferito di un messaggio ricevuto la notte in cui Cagnoni venne fermato. "Avevamo appuntamento per la mattina del 19 per vederci e alle 24,23 della notte precedente mi scrisse che doveva rimandare perchè 'è successo un guaio'". La Papale che conosce bene Cagnoni e che aveva avuto una storia con lui in gioventù, durata diversi anni l'ha descritto come una persona tranquilla che non aveva mai manifestato atteggiamenti violenti. "Non ci frequentavamo da tempo, ci scambiavamo giusto gli auguri per i nostri compleanni. Lo vidi ad una festa, la scorsa estate e mi parve dimagrito e diverso dalla persona che conoscevo, mi disse che non stava bene quindi gli chiesi di vederci e parlarne perchè ero preoccupata per lui. Avevamo deciso per il 16 settembre, ma io avevo un impegno di lavoro dunque dissi che non potevo. Nel pomeriggio riuscii a liberarmi e gli scrissi che, se voleva avremmo potuto vederci,ma lui mi rispose un paio d'ore dopo che non si poteva fare e rimandammo a lunedì 19. Poi arrivò quel messaggio nella notte". La Papale viene a sapere da un'amica quel che è successo e per un mese, per lo choc, non legge i giornali. Una mattina, mentre sta pagando ad una pompa di benzina, vede un giornale con un articolo che parla di un messaggio ricevuto nella notte dalla segretaria di Cagnoni e decide di andare alla polizia per parlare anche di quello che era stato mandato a lei.

Gli investigatori privati
Come già emerso, Cagnoni aveva fatto pedinare la moglie da un'agenzia investigativa. L'incarico venne dato al titolare, Stefano Cimatti, l'11 giugno del 2016 e l'imputato indicò l'orario serale per seguirla. Il 27 giugno l'attività viene sospesa perchè la famiglia va in vacanza e gli investigatori non hanno rilevato nulla che provi una relazione extraconiugale di Giulia. Cagnoni li ricontatta in agosto e il pedinamento riprende l'11, ma, stavolta, il marito dà indicazione di seguire la moglie durante il giorno. Proprio l'11 viene vista entrare in un complesso condominiale dove vive Stefano Bezzi, il suo nuovo compagno mentre il pomeriggio del 18 viene vista vicino al canale che affianca il cimitero che saluta Bezzi che sta pescando. Infine, il 14 settembre, l'auto di Giulia viene seguita fino al piazzale della ditta di Bezzi alle Bassette. Cagnoni porta agli investigatori delle registrazioni di conversazioni con la moglie, anche una dove confessa il tradimento, perchè gliene estrapolino solo alcune parti da portare all'avvocato divorzista e chiede di poterne recuperare altre cancellate, cosa che non si riesce a fare. Gli investigatori non hanno nulla di "concreto" da mostrare al cliente "non avevamo foto di un bacio nè di effusioni- ha spiegato Robert Brocchi, collaboratore di Cimatti, l'avevamo solo vista in compagnia di Bezzi". Il 15 settembre Cagnoni li avverte che è sufficiente, che l'attività di pedinamento può essere sospesa. Il giorno successivo Giulia verrà uccisa.

La domestica filippina
Il Pm D'Aniello ha voluto ascoltare anche la domestica filippina dei Cagnoni, Rosario Degusman che, in un italiano decisamente stentato, ha risposto alle domande dell'accusa sulla mattina del 16 settembre. Ha dichiarato che la famiglia è uscita per portare i bambini a scuola poi, verso le 11,30, mentre era in cucina, ha sentito Matteo rientrare ed andare a farsi una doccia. "Quando è uscito mi ha chiesto di preparare le valigie per lui e i bambini perchè dovevano andare a Firenze. Non ho chiesto dove fosse Giulia perchè pensavo andasse con loro"
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