Offshore, parlano gli imprenditori: «All’estero qualcosa si muove, in Italia no»

Ravenna | 26 Marzo 2017 Economia
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Un mix di preoccupazioni e speranze tra gli operatori di settore accoglierà il mondo dell’oil&gas a Ravenna per l’edizione 2017 di Omc. 
«L’offshore e il suo indotto vivono un momento di speranze e preoccupazioni - commenta Stefano Silvestroni, presidente della sezione cantieristica di Confindustria Romagna -. Se da un lato per fare gli imprenditori bisogna essere sempre ottimisti e abbiamo già toccato un punto molto basso, dall’altro siamo preoccupati per via del permanere delle difficoltà dovute ai prezzi, ancora molto bassi rispetto agli 80-100 dollari al barile con cui le compagnie petrolifere facevano investimenti, ma non solo. C’è un’opinione pubblica animata da sensazioni negative, che non vuole nemmeno aprire un ragionamento che metta in relazione rischi e benessere dall’energia fossile. Le aziende del settore di Ravenna si stanno attrezzando e cercando di anticipare i tempi, tentando di dare risposta a una domanda attuale o in prospettiva, ma è un percorso lungo: bisogna individuare i campi da sviluppare e bisogna considerare che la transizione ha costi, tempi di studio, di realizzazione e di verifica. Nel frattempo si deve gestire questa fase in termini sia di energia, sia socio-economici: c’è una moltitudine di persone che vive di questo a Ravenna e spesso ciò viene dimenticato. Speriamo che Omc aiuti ad accrescere questa consapevolezza. Certamente l’arrivo di molti ministri e di Descalzi è un segnale positivo perché riconosce il ruolo della manifestazione e di Ravenna nel settore: anche questo è uno dei motivi su cui basare la fiducia per il futuro di queste imprese».
Sempre stando a Omc, Franco Nanni, presidente dell’associazione Roca che raggruppa le principali imprese ravennati del settore, sottolinea che «è una vetrina importante in un momento in cui in Italia è tutto fermo: c’è solo la grande speranza di aver già toccato il punto più basso. La presenza di tanti ‘big’ è un bel segnale, ma di qui chiederemo di dare seguito alle promesse. Al ministro Calenda chiederemo di sbloccare qualche concessione: recentemente è stato bloccato anche un investimento Shell in acque profonde, è inconcepibile. E’ meglio che le imprese di settore puntino principalmente all’estero, visto che tra ambientalisti, burocrazia e politici non possiamo avere certezze in questo momento. Per quanto riguarda il passaggio dalle fonti fossili a un’energia low carbon da Tozzi a Micoperi, ma anche Rosetti, Righini e molte altre realtà ravennati sono pronti, ma c’è sempre il problema che mancano gli investimenti. D’altronde in Italia si fa fatica anche a installare le pale eoliche che devono sempre essere messe da altre parti».
«Il 2016 è stato un brutto anno anche per la confusione creata dal referendum anti trivelle che ha messo sotto il microscopio tutto il settore con delle comparazioni allucinanti come quella che comparava l’estrazione di gas in Adriatico a possibili disastri stile Golfo del Messico: allucinante - analizza Marco Bedeschi dell’ufficio commerciale e marketing della Bambini di Ravenna -. Il resto l’hanno fatto la crisi e il cambio di governo che ha rallentato le autorizzazioni su possibili lavori. Da Omc ci aspettiamo molto visto che tornerà Descalzi a Ravenna dopo le promesse di investimenti. Qualche segnale positivo viene dall’estero che sta lentamente ripartendo».
«Il distretto ravennate ha subito un calo di fatturato negli ultimi anni dovuto alla crisi e anche noi abbiamo sentito tra i nostri clienti (lavoriamo compagnie oil&gas come ad esempio Eni, Saipem, Total, Edison e tutte le società che lavorano nel settore come Rosetti, Marin Consulting, Rana, Micoperi e molte aziende più piccole) il calo degli investimenti, ma riusciamo a sostenerci - illustra Angelo Torlo del Cfo (Centro Formazione Offshore) di Mezzano che si occupa di organizzare corsi di valore internazionale sulla sicurezza in caso di disastri -. Come termometro abbiamo il numero di allievi che non hanno mai fatto un corso da noi e, negli ultimi anni, sono calati rispetto al passato. Negli ultimi mesi si respira però un po’ di ottimismo in più. Omc è una vetrina d’obbligo: per noi sarà la terza edizione. E’ una manifestazione che dà sempre buoni riscontri: deve rimanere a Ravenna per la storia che questa piazza ha nell’oil&gas. Anche quest’anno, oltre a essere un’occasione d’incontro, si conferma l’eccellente livello delle conferenze, degli incontri e il tema di fondo è più che mai attuale».

Christian Fossi - Foto Massimo Fiorentini


 
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