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Il foniatra Fussi racconta la vocalità: «dai Maneskin a Gianna Nannini»

Ravenna | 19 Novembre 2021 Cultura
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Fino a domenica 21 novembre il Teatro Alighieri ospiterà la XIII edizione de «La Voce Artistica», il convegno internazionale foniatria e logopedia di Franco Fussi, luminare del settore noto in tutto il mondo per aver lavorato con le più grandi star della musica italiana (dalla Nannini, a Ramazzotti, passando per Laura Pausini).
Un programma molto ricco con incontri di professionisti, specialisti, cantanti, medici e molto altro per questa edizione dedicata al Mediterraneo e che riparte dopo il fermo dello scorso anno. Direttori artistici di questa edizione Gegè Telesforo e Albert Hera.
Fussi, il tema di questa edizione è il Mediterraneo, perché?
«Per questo voler tornare a rinascere, alla normalità. Siamo un paese che si affaccia sul Mediterraneo, un mare che unisce le voci di tutti i popoli che si affacciano su di lui, in una sorta di cerchio. Vorrei risentire le nostre voci in questo Paese, unendo a noi le voci che da una parte all’altra del nostro grande mare riempiono l’aria di vibrazioni. Vibrazioni dell’animo umano e delle sue necessità materiali e spirituali.
E’ il filo conduttore delle espressioni del nostro mare, andremo alla ricerca dei suoni e dei significati, anche grazie all’intervento di un antropologo. Un percorso che si snoda tra muezzin, Puglia, taranta, canti sefarditi, Sicilia, sonorità arabe. Senza dimenticare una sezione dedicata a Dante. Non manca naturalmente una carrellata di indagini scientifiche sulla vocalità, dagli aspetti clinici alla riabilitazione alla logopedia. Con un extra sul musical».
Qual è secondo lei la ‘voce’ del Mediterraneo?
«Suono e ritmo uniti insieme, ritmo corporeo e onda sonora, le modulazioni della vocalità. Perchè ci sono diversi modi di utilizzo delle nostre cavità, dal canto armonico alle scale musicali diverse, alla duttilità della laringe sempre in relazione al ritmo corporeo ma legato all’emissione del suono, alla vocalità estesa».
Quali sono le difficoltà che oggi sempre più spesso ritrovate nei cantanti?
«Da un punto di vista della preparazione tecnica trovo ci sia maggiore studio e consapevolezza, maggiore tecnicismo, anche il tipo di vocalità è cambiato, è altro rispetto al canto classico codificato, con espressioni più variegate. Come il rumore che è entrato a fare parte del canto e  i suoni non perfettamente intonati. Parleremo anche di trap e di come siano cambiati i significati, così come l’estetica».
Grande successo internazionale per i Maneskin, cosa pensa della voce di Damiano?
«Certo conosco Damiano e i Maneskin, li ho seguiti fin dall’uscita da X Factor. Sono persone molto diligenti, serie, preparate, hanno metodo nel loro lavoro nonostante sembrino molto dissacratori. Damiano è bravissimo, sotto le esagerazioni che lancia il prodotto è di buon livello. Avevano bisogno di avere un controllo della loro igiene vocale (insieme delle abitudini, delle modalità respiratore e degli adattamenti ambientali che favoriscono la fisiologica prestazione vocale nda), di gestire il loro modo di cantare e di mantenerlo in sicurezza, in modo da non farsi male. 
Non è lo stile, nello specifico, che mette a rischio o meno i cantanti: per esempio non è vero che i suoni metallici, graffianti rovinano la voce, perché  i suoni sovraglottidici non creano un possibile trauma cordale. Vedo metallari che cantano da 10 anni e non hanno nessun problema: è la modalità di emissione che può creare dei problemi. Il rock e il belting-  che presuppongono voci spiegate, forti, molto intense - creano una grossa pressione fra le corde vocali e possono dare dei traumi».
Cosa ne pensa dei talent scout? Sono utili o dannosi per i giovani?
«È sempre esistito un certo atteggiamento di compiacersi di essere autodidatti: la stessa Mina si vantava di non avere mai fatto una lezione di canto. I giovani che vanno a partecipare a un talent sono comunque seguiti da un insegnante, non sono così inesperti, anche perché se no, quando aumenta il carico di lavoro, entrano in una sorta di ruota che li spreme. Hanno bisogno di maggiore consapevolezza e di salvaguardare se stessi, se no rischiano di entrare in crisi come è successo ad Alessandra Amoroso».

Info www.voceartistica.it.
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