Dormitori, la parola ai responsabili dei centri di Ravenna: "Non più solo sbandati, ma persone colpite dalla crisi"

Ravenna | 18 Febbraio 2017 Cronaca
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Federica Ferruzzi Ha fatto scalpore, nei giorni scorsi, la notizia di Luca Ruggieri, un signore di 52 anni che viveva in auto insieme al cane tra la zona di via Galilei e quella del cinema city. Una vita segnata dalle difficoltà, ma grazie a Facebook sono arrivate proposte di lavoro che gli hanno regalato nuove opportunità. Per molti la sua situazione è stata il frutto di mancanza di posti letto nei dormitori cittadini, ma la recente riunione del tavolo comunale delle povertà ha dimostrato che, da novembre a gennaio, nessuno è rimasto fuori. Quello che è emerso, inoltre, è che la crisi «morde» sempre più e che spesso gli utenti sono persone che faticano a sbarcare il lunario. BUON SAMARITANO: «IL COMUNE SI OCCUPI DI INSERIMENTO» «Quasi sempre abbiamo il dormitorio pieno e ci diamo da fare per offrire, oltre all’accoglienza, nuove opportunità - sottolinea la responsabile del ‘Buon Samaritano’, suor Maria Rita Gasperi -. Ad esempio abbiamo organizzato corsi di italiano per stranieri, ma a volte facciamo fatica a motivare i nostri ospiti». Nei mesi scorsi sono passati dal dormitorio - 25 posti, di cui 4 dedicati alle donne - molti somali con la necessità di domicilio per il rinnovo di permessi scaduti. «A questi si sono aggiunti pakistani e ‘i soliti’ italiani: qualche connazionale è con noi da due o tre mesi perchè, purtroppo, le possibilità non sono molte. Mancano risposte concrete e progetti di inserimento che dovrebbero spettare al Comune; si rimanda sempre e le persone si arrendono. Abbiamo molti italiani separati senza casa e servirebbero progetti per l’inserimento nel mondo del lavoro». RE DI GIRGENTI: «OLTRE 7MILA GIORNATE DI PRESENZE NEL 2016» Il lavoro è spesso un problema anche per gli ospiti del «Re di Girgenti», il dormitorio gestito da Carla Soprani che, nel 2016, ha visto 63 persone per un totale di 7.315 giornate di presenza. Qui i posti sono poco meno rispetto a quelli del Buon Samaritano, «ma abbiamo fronteggiato l’emergenza freddo con l’aggiunta di brande» ha spiegato la responsabile. In generale la richiesta è pari a quella dell’anno precedente e i servizi toccano numeri alti. «Abbiamo fornito 346 servizi di lavanderia, distribuito 13.539 cene serali ed effettuato 1914 consegne alle famiglie. Le docce fatte da 285 persone sono state 3.248». Nel 2016 sono diminuiti i pakistani e sono aumentati i somali, passati da 17 a 61, mentre gli italiani si attestano all’incirca sui numeri dello scorso anno. «Sono stati 118 ‘contro’ i 102 del 2015. Sono invece diminuiti i tunisi e sono aumentati gli ucraini, anche a causa delle badanti che hanno perso il lavoro e si sono rivolte a noi». STRUTTURA DI VIA TORRE: «MOLTA PIU’ GENTE CHE FATICA A SBARCARE IL LUNARIO» «La crisi morde sempre di più e quest’anno - a differenza del 2015, quando c’erano anche molti ‘sbandati’ - abbiamo molte più persone che faticano a sbarcare il lunario. Hanno un’età media che va dai 25 ai 47 anni, sono persone che stanno tentando di reintegrarsi». E’ questo il quadro degli ospiti del dormitorio di via Torre, vicino al centro iperbarico, tracciato da Mauro Paolucci, che lo gestisce da due anni. La struttura ha aperto i battenti lo scorso 28 ottobre e fino ad oggi è sempre stata al completo. «Durante i primi giorni di apertura l’affluenza è stata in media di 17 ragazzi su 22 posti disponibili, poi è sempre stato pieno. Dai primi di gennaio, con l’abbassarsi delle temperature, abbiamo scelto di accogliere tutti e da 20, 22 posti disponibili siamo arrivati ad offrirne 29, con una media di 27 persone per notte. Superato il periodo critico, siamo tornati alla normalità. Attualmente non risulta che ci siano persone per strada; chi rimane fuori lo fa per una scelta personale, non perchè non ci sia posto, come nel caso del signore che dormiva in auto con il cane. So per certo che qualcuno dorme nei vagoni in stazione, ma non è lì perchè mancano punti di accoglienza. I dormitori pretendono che ci si adegui ad un regolamento e non tutti sono disposti a scendere a patti».
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