A Santo Stefano la cooperativa sociale «L’Alvadur» tra panificazione e pasticceria

Ravenna | 23 Febbraio 2017 Economia

Si chiama «L’Alvadur» ed è una cooperativa sociale di inserimento lavorativo che si occupa di panificazione e pasticceria. E’ nata a Santo Stefano di Ravenna nel 2015 quando, come si legge nel sito della cooperativa, «viene presa la decisione di chiudere lo storico forno della città». Il progetto è di Fausto Rivola, fornaio e formatore «nell’arte della panificazione», e di 4 suoi ex allievi ma coinvolge oggi altri 10 lavoratori: «Come formatore vado in giro per l’Italia e per il mondo per far sì che questa arte, per lungo tempo abbandonata, possa tornare in vita grazie ai nostri giovani» racconta lo stesso Rivola. Ed è infatti al termine di uno dei tanti corsi che è nata l’idea de «L’Alvadur»: «A Santo Stefano di Ravenna - prosegue Rivola - abbiamo individuato un panificio chiuso ormai da oltre un anno, perfetto per la nostra attività, così abbiamo presentato il progetto e una volta accolto avevamo tutte le carte in regola per iniziare la nostra avventura. Abbiamo puntato su questo locale anche perché si trova accanto al Molino Benini, uno storico mulino ancora funzionante che ci permette quindi di portare avanti la nostra idea della produzione a chilometro zero».
Il punto di forza della cooperativa è il pane fresco realizzato con l’alvadur, meglio conosciuto come lievito madre: «Produciamo anche prodotti di pasticceria, sia da forno che freschi, prodotti confezionati come grissini e cracker ma anche biscotti e torte - racconta -. Per Natale abbiamo distribuito quasi 6mila panettoni in tutta Italia».
L’attività, anche se avviata da meno di due anni, è in continua ascesa: «Rispetto al bilancio del primo anno abbiamo registrato uno sviluppo del 100% se contiamo che quando siamo partiti eravamo 4 e adesso siamo diventati 14! Nel 2016 abbiamo inoltre ristrutturato il locale aggiungendo l’angolo bar e questo ci ha permesso di aumentare il personale e di incrementare la proposta di prodotti - conclude Rivola -. Anche la rete di vendita si sta allargando, dall’Emilia Romagna ad altre regioni d’Italia. Infine tra i nuovi progetti in cantiere c’è quello di rafforzare ulteriormente l’inserimento lavorativo di ragazzi provenienti dal carcere: attualmente sono tre e lavorano operativamente nel nostro forno».
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