IL CASTORO | Warhol & Friends a Bologna: gli anni Ottanta come non si erano mai visti

Faenza | 22 Gennaio 2019 Cultura
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Jacopo Venturi

L’invenzione della rete internet, il crollo della borsa di New York e del muro di Berlino, la morte di John Lennon e l’impazzare dell’Aids: il centro dei cambiamenti di questo periodo fu la New York degli anni Ottanta, città ricca di stimoli che trasformò l’economia in finanza e nella quale artisti, musicisti e stilisti da tutto il mondo si incontravano per scambiarsi opinioni e idee. La mostra Warhol & Friends, ospitata nelle stanze di palazzo Albergati a Bologna fino al 24 febbraio, ripercorre quel periodo sia dal punto di vista dell’arte ludica sia di quella impegnata.

La prima sezione, Andy Warhol Highlights, mostra il ruolo che l’artista ebbe negli anni Ottanta: dopo aver illustrato libri, dischi e pagine pubblicitarie furono pubblicate le sue 32 Campbell’s Soup ed anche i ritratti di Jackie Kennedy, Mao Tse Tung e Marylin Monroe diventarono simboli del decennio, decretando l’inizio della contemporaneità. La visita prosegue in un’ambientazione metropolitana dove il tema è Street Art: una rivoluzione, le cui opere criticano la società e le scelte politiche di quel periodo, riflettendo le spinte anticonformiste del momento. Gli artisti di strada, come Jean Michael Basquiat o Keith Haring, rivoluzionarono il mondo dell’arte coinvolgendo anche un pubblico giovane. Il capitolo successivo New York/New Wave, riguarda un evento della cultura indipendente in cui pittura, fotografia, cinema, performance e moda si unirono in un’ex scuola abbandonata di Long Island. Segue La Transavanguardia internazionale, che illustra il movimento eclettico italiano, il quale alterna innovazione e tradizione; con i suoi esponenti di spicco Sandro Chia e Francesco Clemente ci fu un ritorno al linguaggio pittorico, che suscitò interesse anche da parte dei collezionisti newyorkesi. Neo-Geo, Appropriazionismo, concettuali descrive invece la trasformazione dell’arte in bene di lusso esclusivo: ce lo dimostrano Jeff Koons, ex broker di Wall Street e Peter Halley, pittore, presenti nella sezione. Il capitolo Andy Warhol Potraits cerca di restituire l'ossessione dell'artista per la fissità innaturale delle immagini che metteva nel cinema, negli screen test e nella fotografia: secondo lui infatti dovevano essere omesse le imperfezioni momentanee del soggetto dello scatto, che non vano parte della bella immagine desiderata. Un lungo corridoio rosa indica il turno di Woman dedicato al «femminismo postmoderno», incentrato sulla continua ricerca degli stereotipi femminili sui media. All’interno di Andy Warhol Polaroid  sono presenti più di 38 fotografie tra le migliaia scattate tra il 1970 e il 1985, in cui Warhol catturava e sviluppava rapidamente soggetti con la fotocamera istantanea, da cui non si separava mai. L’amicizia tra due personaggi iconici è raccontata in Just Kids: Robert Mapplethorpe e Patti Smith, che sfogarono la propria vena artistica in maniera differente: lei con la chitarra elettrica diventò la regina del punk-rock, lui un fotografo capace di ritrarre allo stesso modo fiori e nudi. Le opere presenti in Songs for Drella: la fine del decennio prendono spunto dall'omonimo disco registrato nel 1990 da Lou Reed e John Cale, dedicato ad Andy Warhol, morto tre anni prima a causa di un semplice intervento chirurgico. Mostrano i due lati del carattere dell’artista: Dracula il vampiro e l’innocente Cinderella.

La mostra bolognese è stata possibile grazie a prestiti da collezioni pubbliche e private, italiane e straniere: tra queste troviamo la Sonnabend del Muve (Fondazione Musei Civici di Venezia) e quella del Museo Berardo di Lisbona. Tutte insieme formano ‹‹una mostra empatica -come sostiene il curatore Luca Beatrice- capace di far provare nostalgia a chi gli anni ’80 li ha vissuti e in grado di appassionare le nuove generazioni».

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