I documentari de «Il Cinema della Verità» dal 7 marzo al Ridotto del Masini

Faenza | 06 Marzo 2018 Cultura
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Federico Savini
Antichi retaggi tribali che umiliano le donne, le streghe e le guaritrici nell’Italia di oggi, la poesia performativa che riempie le sale da concerto, l’immigrazione «dopo» lo sbarco, l’anti-terrorismo come pratica quotidiana e le malinconie del mondo dei bagnini. Sono questi i protagonisti della terza edizione de «Il Cinema della Verità», la rassegna di proiezioni documentaristiche a ingresso gratuito del teatro Masini di Faenza, per sei mercoledì alle 21 nel Ridotto del teatro. «I documentari hanno il pregio di sondare quelle pieghe della realtà che sono eluse dalla Grande Storia – commenta il Vicesindaco di Faenza, Massimo Isola – e il linguaggio documentaristico viene percepito quasi sempre come credibile, è una cosa importante in un’epoca di crisi dell’autorevolezza come questa. Inoltre questa rassegna del Masini porta avanti quella rete tra gli operatori culturali della città a cui si lavora da anni».
Infatti questa terza edizione è organizzata da Accademia Perduta, con la collaborazione del cineclub Il Raggio Verde, la cooperativa di Cultura Popolare, l’associazione dei Documentaristi dell’Emilia-Romagna, il premio Marecellino De Baggis (prezioso «serbatoio» di documentari) e per la prima volta il Mic, che sostenendo questa rassegna così lontana dalla ceramica conferma non solo il proprio eclettismo ma la tensione verso la contemporaneità delle espressioni artistiche, inserendo questi sei film in cartellone.
E «Il Cinema della Verità» parte mercoledì 7 marzo alle 21 celebrando la festa della Donna, in collaborazione con Sos Donna, con la regista Laura Cini che presenterà il suo documentario Punishment Island, dedicato alla piccola isola ugandese di Akampene, dove le ragazze rimaste incinte prima del matrimonio venivano lasciate morire fino a pochissimo tempo fa. La stessa regista, mercoledì 14 marzo, porterà a Faenza l’intrigante L’ombelico magico, racconto del passaggio di consegne tra un’anziana «guaritrice» - una donna cioè capace di debellare il malocchio – e una giovane «apprendista» nella Versilia di oggi, fedele testimonianza di una tradizione ancestrale che perdura. Ed è in qualche misura «antropologico» anche il racconto dell’impronosticabile successo del poeta e performer Guido Catalano, la cui storia è l’oggetto di Sono Guido e non guido di Alessandro Maria Buonomo, in programma il 28 marzo.
Dove vanno le nuvole di Massimo Ferrari, al Masini l’11 aprile, racconterà invece l’esperienza concreta di alcuni migranti alle prese non tanto coi «barconi» ma con le esigenze concrete della convivenza con gli italiani nel periodo successivo allo sbarco. E’ poi molto speciale la proiezione del 25 aprile – data non casuale – perché a Faenza interverrà la 78enne Irmela Mensah-Schramm, protagonista di The Hate Destroyer di Vincenzo Caruso, storia di questa signora tedesca che, dal 1985, ogni giorno esce di casa per fotografare e cancellare ogni scritta omofoba e razzista, per ripulire il suo mondo e dare testimonianza degli estremismi della società di oggi attraverso mostre fotografiche, al punto di essere oggi protetta dallo Stato e conosciuta come «La donna più odiata dai nazisti».
La rassegna chiuderà il 2 maggio con Bagnini e bagnanti, documentario di Fabio Paleari dedicato all’universo iconografico dei bagnini, che intervistati oggi si rivelano molto meno maschilisti e più fragili di quanto il loro mito non racconti. Le proiezioni sono a ingresso gratuito.
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