Teatro, un tuffo sotto gli ombrelloni della «Riviera Blues», il 24 a Cervia, il 25 a Faenza

C’è un posto, sulla Riviera, dove tutto sembra immobile e insieme in fermento. È la spiaggia: quella distesa di ombrelloni perfettamente allineati che, da generazioni, è molto più di un luogo di vacanza. È un paesaggio umano, un condominio stagionale, una lente d’ingrandimento puntata sulle nostre manie e sulle nostre fragilità. Da questa osservazione, che il fotografo Martin Parr ha sintetizzato in una frase folgorante («È possibile capire molto di un Paese guardando le sue spiagge»), nasce «Ombrelloni. Riviera Blues», scritto da Iacopo Gardelli, interpretato da Lorenzo Carpinelli e accompagnato dalle musiche dal vivo di Giacomo Toschi. Dopo la prima nazionale al Festival Colpi di Scena, lo spettacolo arriva al teatro Comunale Walter Chiari di Cervia lunedì 24 novembre alle 21, per poi proseguire alla Casa del Teatro di Faenza martedì 25 novembre, sempre alle 21, e infine al Teatro Piccolo di Forlì mercoledì 26 (alle 21). Il Bagno Kursaal, fittizio stabilimento per famiglie che ha attraversato immutato gli ultimi trent’anni di storia italiana, diventa la lente d’ingrandimento per raccontare le illusioni e le ossessioni di un Paese, il nostro, che dà il suo meglio e il suo peggio in vacanza. Per tre mesi l’anno, la spiaggia diventa un piccolo mondo autosufficiente. C’è chi è impegnato ad abbronzarsi, chi sogna di nuotare fino alla Croazia, chi osserva segretamente corpi seminudi. È la vita balneare: un microcosmo schizofrenico, intimo e allo stesso tempo esibizionista, che alterna stati di eccitazione febbrile a lunghe paralisi postprandiali. Quella balneare sembra una vita destinata a ripetersi uguale a sé stessa per l’eternità. Gardelli costruisce un monologo brillante che affonda le radici nel teatro di narrazione, evocando il ritmo e la sensibilità di Fo, Baliani, Paolini. Ma al centro non c’è solo la comicità. C’è anche una crepa, una nota stonata nel blues dell’estate: quella linea fragile che è la spiaggia, minacciata da turismo di massa, alluvioni, subsidenza, innalzamento del livello del mare. L’ecosistema che abbiamo sempre creduto eterno oggi mostra tutta la sua vulnerabilità. Così ogni ombrellone diventa una storia, e ogni storia un modo per parlare di noi: delle illusioni, delle ossessioni, della capacità tutta italiana di dare il meglio e il peggio proprio quando siamo in vacanza. «Ombrelloni. Riviera Blues» tratteggia con leggerezza – ma senza superficialità – un affresco di un’Italia che cambia, o che forse non è mai cambiata davvero. Un viaggio tra risate, ricordi e piccole rivelazioni, perché, in fondo, chiunque sia cresciuto tra la sabbia della Riviera sa che lì, sotto un ombrellone, batte un pezzo del nostro immaginario collettivo.