Settesere 30 anni, il direttore Manuel Poletti: «Radicamento e innovazione, il valore del giornalismo nel segno del 25 aprile»

Manuel Poletti* - Trent’anni d’informazione romagnola, trent’anni di «parole in libertà», come le definì nel primo editoriale nell’aprile 1996 il fondatore Claudio Caprara, trent’anni da sentinelle del territorio. Settesere è stato e sarà tutto questo e tanto altro. Nato quando internet era agli albori e i social erano ancora lontani da essere concepiti, il settimanale si affermò a Faenza in pochi anni per poi allargare il proprio bacino territoriale dal 2011 coprendo tutta la provincia di Ravenna col cartaceo e tutta la Romagna con l’edizione web quotidiana. Chi scrive ricorda ancora da ventenne i giovedì pomeriggio in redazione a Imola (al settimanale sabato sera) la chiusura di sette sere che era appena nato.
Sempre edito da cooperative di giornalisti, prima dalla «Corso Bacchilega» di Imola, poi dal 2013 da «Media Romagna» di Ravenna, una rarità in Italia rispetto a giornali posseduti da grandi azionisti privati, ma che ha rappresentato anche una grande responsabilità in più per i giornalisti e le giornaliste (soci/socie) impegnati/e pure nella gestione diretta dell’azienda.
Radicamento e innovazione: questa la strada che in questi anni abbiamo percorso, tenendo ben presente le nostre radici socio-culturali per guardare al futuro, mettendoci anche una buona dose di passione e determinazione per superare gli anni più duri. Gli ultimi cinque in particolare, dalla Pandemia al boom dei costi energetici (costi tipografici lievitati di oltre il 30% in pochi mesi) e i disservizi continui di Poste nelle distribuzione del giornale alle migliaia di abbonati che ancora abbiamo. Infine il capitolo doloroso delle alluvioni in Romagna che ci hanno coinvolto non solo come giornalisti.
Alcune migliaia gli abbonati all’edizione cartacea, affiancate ancora da una quota venduta in edicola tutte le settimane e oltre centomila contatti settimanali al sito e ai social, fanno di Settesere una delle testate ormai «storiche» più radicate del nostro territorio. Dalla cronaca all’economia, dalla cultura allo sport e tante nuove sezioni verticali hanno arricchitto negli anni il giornale e il sito web, senza dimenticare l’attività continua con le scuole del territorio.
Una sfida rischiosa ma appassionante anche per chi scrive: dal 2009 ad oggi, in un’epoca in cui da sottofondo ci sono state crisi economiche rilevanti, il cambiamento profondo del mercato dei giornali cartacei (anche locali) e duri colpi al pluralismo dell’informazione con riduzioni drastiche del sostegno pubblico in Italia, mentre in molti altri Paesi europei si andava in direzione opposta, perché i Governi delle democrazie avanzate avevano già chiaro il valore e l’importanza di un’informazione libera e plurale.
*direttore@settesere.it