Russi, Elena Bucci a teatro l'1 dicembre con le storie «Dal fiume ribelle»

Lunedì 1 dicembre (alle 20.45, ingresso gratuito) il teatro comunale di Russi ospita un primo esperimento di drammaturgia in musica, lo spettacolo «Dal fiume ribelle», di e con Elena Bucci e con le musiche originali dal vivo di Christian Ravaglioli, luci di Daria Grispino, drammaturgia del suono Raffaele Bassetti. L’appuntamento fa parte de «La città delle vite infinite», progetto a cura de Le belle bandiere realizzato con il sostegno del Comune di Russi e della Regione Emilia Romagna, che esprime il sogno di una città ideale dove si incrociano arti, saperi, sogni e mestieri, dove vite, luoghi e storie di ognuno diventano di tutti. Questo progetto ha trasformato il teatro comunale di Russi in uno spazio di ricerca, sorpresa, stupore, incontro, per ritrovare il senso di una storia e di una memoria collettiva e immaginare un futuro dove i teatri e le arti siano un catalizzatore di emozioni, paure, desideri, utopie. Molti eventi sono stati presentati per la prima volta in assoluto, come il documentario «Ragazze per sempre. Storie di donne nella Resistenza ravennate», gli spettacoli «Tosca. Una partigiana tra Russi e Roma» e «Lettere dal fiume ribelle», esprimendo così il desiderio di creare non una semplice rassegna ma nuovi esperimenti di incontro. «‘Dal fiume ribelle’ è un primo esperimento per raccontare in musica persone, luoghi, fatti che, per il loro valore e la loro originalità, non vorrei fossero dimenticati – spiega Elena Bucci -, non è ancora uno spettacolo, ma una veglia. Parole, domande, canto, musica, storia, memoria sono soltanto una testimonianza, un abbraccio, un fuoco nella notte. Ho pensato ai fiumi di questa nostra terra, fonte di vita e di distruzione. In alcuni luoghi i fiumi sono confini, strade d’acqua, vita, sono l’avventura, il mare, l’unica altura dalla quale spiare lontano. A volte si riprendono il loro antico spazio e fanno tornare la terra palude o lago. Come il fiume ribelle segue il suo corso, così donne e uomini hanno ascoltato il loro sentire anche quando divergeva da quello di chi avevano vicino e di chi comandava. Hanno vinto esitazioni e paure in nome di ideali che quasi non oso nominare, in questo tempo indifferente: solidarietà, libertà, giustizia, diritto all’originalità, alla differenza. Divento quelle donne e quegli uomini per vestirmi di speranza».