Ravenna,il prefetto Castrese De Rosa: «55 soggetti uniti insieme per il Patto territoriale»

Emilia Romagna | 05 Agosto 2022 Economia
Elena Nencini
Maglia nera tra le province romagnole per Ravenna con i suoi 5 infortuni mortali sul lavoro negli ultimi 12 mesi: «una tendenza da invertire il prima possibile» sottolinea il prefetto di Ravenna Castrese De Rosa, che in appena 5 mesi dal suo insediamento, è riuscito a mettere seduti allo stesso tavolo ben 42 enti (ma se si contano le collaborazioni totali arriviamo a 55 soggetti). 
Firmato il Patto territoriale di comunità per la prevenzione degli infortuni, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e la legalità, che continua il prefetto «esprime la volontà di un intero territorio per contrastare più efficacemente la piaga degli infortuni sul lavoro. Lo abbiamo costruito insieme, partendo dal basso, raccogliendo le proposte ed i suggerimenti di tutti gli aderenti. E’ solo il primo passo, perché ora dovremo lavorare sodo, in sinergia, per mettere in pratica quello che abbiamo condiviso».

I SOTTOSCRITTORI
Tra i 42 enti sottoscrittori Provincia, Sindaci, presidenti delle Unioni dei Comuni, Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Sindacati, associazioni di categoria, Camera di Commercio, Autorità Portuale, Campus Universitario, Ispettorato del lavoro, Inail, Inps, Ausl, Ufficio scolastico, Scuola edili, Centri di formazione e Maestri del Lavoro. 
Un impegno a 360 gradi, che delinea un modello condiviso di prevenzione e contrasto al fenomeno degli infortuni sul lavoro, che mette al centro le persone, senza le quali non c’è comunità di lavoro, non c’è impresa, non c’è economia; la sicurezza dei luoghi di lavoro significa anzitutto custodia delle risorse umane. 

PUNTI PRINCIPALI
Continua De Rosa: «le iniziative singole non portano da nessuna parte, è importante di questo patto che sia frutto di una volontà comune. Adesso bisognerà seguirlo con continuità, il rischio di questi progetti è che cadano nel nulla: io una volta al mese chiederò aggiornamenti. La morte sul lavoro è una sconfitta, la vita umana non ha prezzo, come hanno sottolineato sia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che papa Francesco. Dalle parole bisogna passare ai fatti».
I punti principali di questo Patto per De Rosa sono: «è molto innovativo l’aspetto dei controlli congiunti e coordinati per contrastare anche forme di lavoro nero, irregolare o caporalato, prevedendo la possibilità di segnalazioni alla Guardia di Finanza, l’aspetto della formazione e l’informazione che punta a una cultura della legalità diffusa». 
Per premiare chi rispetta le regole, le aziende che investono in sicurezza che promuovono “best practices”  ci sarà un bollino blu (c.d. “bollino di garanzia”) che certificherà l’impegno di queste realtà. Infine in Prefettura è stato istituito il Tavolo di Coordinamento (Cabina di Regia) e l’Osservatorio della Sicurezza, quali organismi di monitoraggio dei dati e di promozione di modelli formativi e campagne di sensibilizzazione.
Vengono inoltre valorizzati gli Organismi paritetici per la sicurezza già attivi e quelli di futura costituzione. Tra i settori più sensibili, quello edile, agricolo, la logistica, gli appalti e quelli dove sono presenti alti rischi biomeccanici e cancerogeni.

PORTO
Un capitolo specifico riguarda il porto, il cui protocollo per a sicurezza è stato aggoirnato proprio in questa occasione. Naturalmente evidenzia il prefetto: «sicurezza e  legalità nell’Hub portuale di Ravenna, con uno specifico “addendum” al Patto che tiene conto degli aspetti peculiari del lavoro in tale ambito e della necessità di un confronto costante su tutte le attività di sviluppo dell’Hub (gli interventi programmati sfiorano il miliardo di euro), al fine di garantire legalità, sicurezza sul lavoro e continuità delle attività portuali. 
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