Ravenna, «Trilogia d'autunno» all'Alighieri, primo appuntamento il 12 con «Orlando»

Con la «Trilogia d’autunno» si rinnova uno dei momenti più attesi della stagione, curato da Ravenna Festival. Il teatro Alighieri si trasforma in un laboratorio di bellezza e memoria musicale. Qui il dialogo tra la regia di Pier Luigi Pizzi e la direzione musicale di Ottavio Dantone con l’Accademia Bizantina trova nuova linfa, in un percorso che riscopre il repertorio barocco con sguardo contemporaneo. Dopo Monteverdi e Purcell, protagonisti del 2024, quest’anno il testimone passa a Georg Friedrich Händel, cui è dedicato il trittico «L’invisibil fa vedere Amore». Aprono la Trilogia due opere che esplorano le mille sfaccettature del sentimento umano: «Orlando» (12 e 14 novembre, ore 20) e «Alcina» (13 e 15 novembre, ore 20), e si prosegue poi con «Messiah» (16 novembre, ore 17), con con Dantone alla guida di Accademia Bizantina e con il Coro della Cattedrale di Siena Guido Chigi Saracini preparato da Lorenzo Donati. «Orlando» (1733) e «Alcina» (1735), entrambi ispirati all’«Orlando furioso» di Ariosto, appartengono a quella stagione in cui il mito cavalleresco si trasformò in specchio delle passioni e delle debolezze umane.In entrambe le opere, Händel scolpisce con la sua musica l’ambiguità tra forza e vulnerabilità, tra illusione e verità. Con il «Messiah» (1741), vertice della produzione oratoriale del compositore, il viaggio approda a una dimensione spirituale: la vicenda di Cristo diventa compimento e redenzione di quelle stesse passioni che animano i personaggi delle due opere.