Ravenna, Muti dedica a don Giovanni Minzoni la seconda edizione di «Cantare amantis est», 3.500 coristi da tutta Italia al Pala De André l'1 e 2 giugno

Emilia Romagna | 05 Maggio 2026 Cultura
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«Dopo aver scelto di incentrare il nuovo programma di ‘Cantare amantis est’ su alcune pagine di tema sacro, mi è parso naturale e doveroso rendere omaggio, attraverso esse, a don Giovanni Minzoni, figura centrale e martire della storia del nostro Paese». Riccardo Muti rivela così la dedica che segnerà la seconda edizione del grande progetto (1 e 2 giugno al «Ravenna Festival») riservato ai cori e ai coristi di tutta Italia: «Don Minzoni - spiega -, un sacerdote che fu uno straordinario uomo di fede e insieme uno spirito libero, moderno, rivoluzionario per i suoi tempi; per l’impegno a favore dei giovani, degli operai, dei poveri, capace di guardare avanti, e di realizzare opere fondamentali». Muti sottolinea anche: «Fin dal mio arrivo a Ravenna ho sempre sentito parlare di lui, è giunto il momento di rendergli un tributo». Del resto, Ravenna è la città natale di don Minzoni (1885) che poi, divenne cappellano ad Argenta, terra di socialisti e di latifondisti, teatro di gravi agitazioni e conflitti sindacali e operai. È lì che, dopo essersi guadagnato una medaglia come cappellano militare nella Grande guerra, potenzia l’organizzazione parrocchiale a sostegno dei più deboli: i giovani, le donne, i braccianti. Ed è lì che gli squadristi fascisti lo colpiranno a morte nell’agosto del 1923. Alle loro violenze aveva sempre risposto «con un’arma, diceva, che per noi è sacra e divina, quella dei primi cristiani: preghiera e bontà». Il programma del nuovo ‘viaggio nella coralità’ che spicca nel cartellone di «Ravenna Festival» è appunto incentrato su temi sacri: «Ave Verum Corpus» di Wolfgang Amadeus Mozart, «Casta Diva» dalla Norma di Vincenzo Bellini, un estratto dalla «Messa da Requiem» di Giuseppe Verdi e il Prologo dal «Mefistofele» di Arrigo Boito. Si tratta di pagine che saranno approfondite sotto la guida straordinaria di Riccardo Muti nel corso di due intense giornate di studio e di prove, il 1° giugno (dalle 15 alle 20) e il 2 giugno (dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30) di nuovo sotto la volta del Pala De André. Una nuova ‘chiamata’ alla condivisione della passione per la musica e il canto, che sta coinvolgendo migliaia di coristi di ogni parte d’Italia e di ogni livello ed età: alla mezzanotte di ieri, scadenza prevista per le iscrizioni, erano già quasi 3.500 i partecipanti. Ma le continue richieste e l’entusiasmo che trapela da ogni contatto hanno convinto l’organizzazione a forzare, fin dove possibile, i limiti, e a mantenere ancora aperta la possibilità di partecipazione.
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