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Ravenna, Dante 2021, il presidente Patuelli: «Il Festival proseguirà in futuro»; il dialogo con Visco (Bankitalia)

Emilia Romagna | 11 Settembre 2021 Cultura
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Elena Nencini
Fino all’11 settembre continua ai chiostri francescani (vedi appuntamenti a pag.40) la rassegna «Dante 2021», giunta alla decima edizione, dopo che lo scorso anno, a causa della pandemia, era saltata. Il titolo «significar per verba / non si poria» (Par, I, 70-71) si riferisce alla centralità tra parole e senso e allo scopo della manifestazione di cercare sempre nuovi approcci per illuminare, tra ricerca e divulgazione, il cammino che porta a Dante, a una più piena e diffusa conoscenza della sua opera. «Dante 2021» è promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca, il patrocinio e il sostegno del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante. 
Antonio Patuelli, presidente Abi e presidente Cassa di Risparmio di Ravenna, che ha seguito fin dall’inizio la manifestazione, traccia un bilancio del passato e dei prossimi sviluppi.
Presidente Patuelli, che bilancio può fare di «Dante 2021» e delle sue dieci edizioni? Come nacque l’iniziativa?
«L’idea nacque ben prima di dieci anni fa nel dialogo che avevo continuo con l’allora presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Lanfranco Gualtieri. Avevo trovato in una libreria antiquaria l’edizione originale del discorso tenuto da Benedetto Croce a Ravenna per il sesto centenario della morte di Dante. Croce era filosofo e storico illustrissimo,   a livello europeo, ed anche Ministro della Pubblica Istruzione (che allora  comprendeva anche le belle arti e la cultura) nel quinto e ultimo Governo di Giovanni Giolitti. Da allora mi appassionai innanzitutto alla ricostruzione della cultura civile e storica di Dante e delle sue esperienze di vita. Proposi al presidente Gualtieri di iniziare con grande anticipo la preparazione culturale del settimo centenario della morte di Dante: un secolo fa non vi era stata prolungata preparazione al sesto centenario, perché l’Italia era impegnatissima nella prima Guerra Mondiale e nei suoi gravissimi lutti. Da quel dialogo col presidente Gualtieri (poi proseguito col nuovo presidente Ernesto Giuseppe Alfieri) nacque l’idea di sviluppare un confronto ed una collaborazione con la fiorentinissima Accademia della Crusca, proprio alla ricerca della valorizzazione della lingua italiana di cui Dante è stato il primo e principale diffusore. Il bilancio del decennio di preparazione della Fondazione Cassa di Ravenna e dell’Accademia della Crusca è senz’altro positivo per qualità e quantità di iniziative culturali svolte in un ambito ben più ampio rispetto alla tradizionale prestigiosissima esegesi dei testi danteschi. Inoltre innanzitutto la collaborazione fra la Municipalità di Ravenna e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna ha permesso l’ulteriore miglioramento della zona dantesca ed anche della sua illuminazione, a cominciare dall’ottimo restauro e valorizzazione dei Chiostri che opportunamente, circa vent’anni fa, la Cassa Spa cedette alla Fondazione proprio a tali fini culturali».
Dato l’interesse suscitato dalla manifestazione, pensa potrà proseguire anche nei prossimi anni?
«Le sensibilità culturali sulla lingua e la cultura italiana, da Dante in poi, sviluppate finora, non andranno certamente interrotte dopo il settimo centenario che è un anniversario importantissimo, ma non la fine di tutto, anzi, l’occasione solenne per far crescere ulteriormente la centralità delle  iniziative e sensibilità culturali di ispirazione dantesca cresciute in modo pluralistico in questi anni e che potranno ulteriormente proseguire e svilupparsi dopo il 13 settembre prossimo».
Sabato 11 alle 18 dialogherà con il Governatore Visco di economia al tempo di Dante e delle vicende dei nostri tempi. Anni difficili a causa della pandemia. Come ne usciremo a livello sociale ed economico?
«E’ la prima volta che un Governatore della Banca d’Italia viene a Ravenna: la presenza del dott. Ignazio Visco è importantissima per il rilievo che di per se stessa esprime e per il discorso che sarà certo memorabile non solo in riferimento al centenario dantesco. La pandemia ha stimolato finalmente nuove sensibilità ambientali ed anche sanitarie: pur senza una epidemia, Ravenna e la Romagna, negli anni Ottanta, avevano vissuto l’emergenza dell’eutrofizzazione delle alghe in Adriatico e avevano sostenuto con forza nuove sensibilità e riforme che hanno prodotto una maggiore sostenibilità ed il risanamento dell’Adriatico. Quell’esperienza è anche culturalmente utile per stimolare con energia nuovi orizzonti di sviluppo sostenibile con nuove prospettive di crescita economica e sociale di cui già si vedono i primi germogli».
La presenza del Governatore Visco, ma anche di altri nomi importanti del panorama nazionale in ambito artistico, storico e culturale, ha segnato in questi anni «Dante 2021». Pensa che Ravenna sia stata all’altezza di Dante o si poteva fare di più?
«Guardo sempre avanti: le iniziative cresciute in vista di questo settimo centenario non wsono effimere, ma rappresentano una base molto importante per sviluppare ulteriori iniziative innanzitutto culturali di alta qualità e di orizzonti nazionali, europei ed internazionali, come impongono il rilievo dell’opera di Dante, della lingua e della cultura italiana nel Mondo».­
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