QUARTIERE BRUXELLES di Valentina Brini: La Commissione Ue scommette su un’Europa più verde entro il 2050

Emilia Romagna | 12 Dicembre 2019 Blog Settesere
Una legge europea per il clima per rendere irreversibile il percorso verso un’Europa a emissioni zero nel 2050 e un piano per aumentare gli obiettivi di riduzione delle emissioni europee dal 40% al 50-55% al 2030. Sono i pilastri su cui poggia il nuovo Green Deal svelato dalla Commissione Ue, a cui i capi di Stato e di governo europei, riuniti nella capitale belga, devono assicurare impegni concreti, almeno sull’obiettivo a lungo termine. «I cittadini di tutta Europa non chiedono solo che si faccia qualcosa per il clima, ma stanno già cambiando il loro stile di vita; pensiamo ai pendolari che utilizzano la bicicletta o il trasporto pubblico, ai genitori che optano per i pannolini riutilizzabili, o alle imprese che rinunciano alla plastica monouso e commercializzano alternative sostenibili. Molti di noi fanno parte di questo movimento europeo e mondiale per il clima. I nostri figli contano su di noi. Il Green Deal europeo è la risposta dell’Europa alle richieste dei cittadini. È un accordo dell’Europa per l’Europa e un contributo a un mondo migliore. Ciascun di noi può partecipare al cambiamento», ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, annunciando la svolta verde come «il momento dell’uomo europeo sulla luna».
E anche tra gli Stati membri il tono sembra essere cambiato. Lo scorso giugno, quando per la prima volta un gruppo di Paesi provò a coinvolgere gli altri a fissare l’orizzonte del 2050 per azzerare le emissioni nette del continente, il tentativo fallì a causa di una minoranza di blocco di quattro Paesi - Estonia, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria - che fermarono tutto. Oggi quel blocco ha perso compattezza ed anche il quadro generale si è decisamente modificato. L’Estonia ha cambiato ufficialmente schieramento in ottobre. Il 27 novembre l’Europarlamento ha dato il disco verde finale alla Commissione von der Leyen - che fa dell’azione climatica uno dei pilastri del suo programma - contando anche sull’appoggio di Giustizia e Diritto, il partito che governa in Polonia. Il giorno dopo, gli eurodeputati hanno approvato una risoluzione che chiede neutralità climatica al 2050 e uno sforzo di riduzione maggiore al 2030, con il taglio del 55% delle emissioni rispetto al 1990.
«Il prossimo marzo - ha annunciato la presidente della Commissione Ue - proporremo la primissima legge europea sul clima intesa a definire la via da seguire e renderla irreversibile, perché gli investitori, gli innovatori e gli imprenditori hanno bisogno di norme chiare per pianificare gli investimenti a lungo termine».
Nelle scorse settimane è arrivato anche l’aiuto del mondo della finanza. La Banca europea degli investimenti (Bei) ha varato una nuova politica di prestiti ai progetti sull’energia. E per convincere i recalcitranti, von der Leyen gioca la carta del ‘meccanismo per la transizione equa’: un paniere da 35 miliardi di sostegno agli investimenti, in cui confluiscono fondi strutturali e garanzia Bei per mobilitare fino a 100 miliardi di euro dal 2021 al 2027. «Mentre promuoviamo la trasformazione delle modalità di produzione e di consumo, di vita e di lavoro, dobbiamo parallelamente proteggere e accompagnare coloro che rischiano di essere colpiti più duramente da questa transizione, che deve funzionare per tutti o non funzionerà affatto», ha sottolineato von der Leyen, assicurando di «garantire sostegno alle regioni europee che dovranno compiere il passo più grande, in modo da non lasciare indietro nessuno».
Questa volta, per approvare la legislazione ambientale, ai capi di Stato Ue basta la maggioranza qualificata. Ma la partita non è ancora data per vinta e sicuramente si intreccerà con quella sul bilancio pluriennale 2021-2027, la fonte principale dei finanziamenti Ue ai singoli Paesi. «Il nostro obiettivo è diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 rallentando il riscaldamento globale e attenuandone gli effetti. Questo compito - ha avvertito von der Leyen - coinvolgerà la nostra generazione e la successiva, ma dobbiamo iniziare subito e sappiamo di potercela fare».
 
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