Processo Black Monkey, 26 anni a Nicola Femia

Emilia Romagna | 23 Febbraio 2017 Cronaca nera
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Ha tenuto in primo grado l'accusa di associazione mafiosa contestata dalla Procura di Bologna nel processo 'Black Monkey'. Il tribunale ha condannato tutti e 23 gli imputati, infliggendo la pena più alta, 26 anni e 10 mesi, a Nicola Femia, ritenuto il vertice di un gruppo legato alla 'Ndrangheta che va profitti con il gioco illegale. Le pene hanno in alcuni casi superato le richieste del Pm della Dda Francesco Caleca che per Femia, appunto, aveva chiesto 24 anni e 6 mesi.
Dopo due anni e mezzo di udienze, il tribunale ha anche disposto risarcimenti alle parti civili, il più alto da un milione alla Regione Emilia-Romagna. Risarcimenti anche per il giornalista Giovanni Tizian e per l'ordine dei giornalisti: in un'intercettazione tra Femia e un altro imputato si parlava di uccidere il cronista, autore di articoli sgraditi all'organnizzazione. Alla lettura del dispositivo era presente anche don Luigi Ciotti, presidente di Libera, pure parte civile.
Esprimo grande soddisfazione per la sentenza di primo grado nel processo 'Black Monkey'. La sentenza e le relative condanne segnano un punto importante nella lotta alle mafie in Italia e in Emilia-Romagna". Così l'assessore regionale alle Politiche per la legalità, Massimo Mezzetti, ha commentato la notizia sull'esito della sentenza in primo grado del processo. "La Procura di Bologna ha visto confermato l'impianto accusatorio ed è di grande significato il fatto che abbia tenuto la richiesta di ricorrere all'art.416 bis, l'accusa di associazione mafiosa, contestata dalla Procura. La Regione - spiega Mezzetti - che si era costituita parte civile, ha visto riconosciuto un risarcimento significativo di un milione di euro che, quando sarà nelle nostre disponibilità, verrà reinvestito nelle azioni di contrasto alle mafie nel nostro territorio, come previsto dal Testo Unico recentemente approvato".
L'operazione con custodie cautelari scattò nel 2013.
E' di 15 anni la pena inflitta dai giudici al figlio di Nicola Femia, Nicola Rocco Maria; di 10 anni e tre mesi quella per la figlia, Guendalina, di 12 anni e due mesi per il genero, Giannalberto Campagna. Nove anni è la condanna per Guido Torello, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: era l'uomo della telefonata con Femia su Tizian, a fine 2011, finita agli atti dell'inchiesta della Procura e della Guardia di Finanza. Nove anni anche per Rosario Romeo, ispettore di polizia anche lui a processo per concorso esterno.

Oltre ad ottenere condanne per tutti gli imputati, alcuni dei quali sono stati assolti da alcuni capi di imputazione, la Procura ha vinto la sfida di vedere riconosciuta dal collegio presieduto dal giudice Michele Leoni la sussistenza dell'associazione di tipo mafioso contestata a 14 persone, considerando anche i concorrenti esterni. Il Pm Caleca nelle tre udienze di requisitoria in cui aveva ripercorso il quadro accusatorio aveva tratteggiato le caratteristiche del gruppo, riferendosi ai rapporti con organizzazioni di stampo 'ndranghetistico, ma anche ad un potere intimidatorio autonomo, tipico a suo avviso delle 'nuove' formazioni di 'Ndrangheta, presenti nelle regioni del Nord Italia. Un gruppo concentrato sui propri interessi economici, attento ai rapporti con persone dentro alle forze dell'ordine e a quello che i mezzi di informazione scrivono di chi ne fa parte. Fino ad ora l'associazione mafiosa non era però stata riconosciuta nei giudizi: gli imputati che avevano optato per l'abbreviato hanno visto confermare recentemente condanne dalla Cassazione, che però non ha riconosciuto l'associazione mafiosa, come in precedenza non fece il tribunale del Riesame.

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