Piangipane, al Socjale il 7 e l'8 novembre Eugenio Finardi e gli Inti-Illimani, tra musica, memoria e libertà

Ci sono luoghi che non ospitano solo concerti, ma pezzi di storia, emozioni e vita condivisa. Il teatro Socjale di Piangipane è uno di questi: una sala nata per la condivisione e rimasta fedele alla sua vocazione di spazio libero, popolare e colto, dove la musica è ancora un incontro vero tra artisti e pubblico. E sarà proprio questo spirito ad animare due serate consecutive di grande intensità, in cui la storia della canzone d’autore - italiana e internazionale - si intreccia con quella della libertà e del tempo. Il 7 novembre alle 21.30 salirà sul palco Eugenio Finardi con «Tutto ’75-’25», tappa del tour che celebra i cinquant’anni dal suo primo disco. Cinque decenni di musica e parole che hanno accompagnato generazioni, raccontando sogni, lotte, passioni e contraddizioni di un Paese. Con la sua consueta autenticità, Finardi proporrà i brani più amati del suo repertorio insieme a quelli del nuovo album «Tutto», un lavoro che sorprende per la freschezza delle sonorità e la lucidità dello sguardo. La sua voce, oggi più calda e consapevole che mai, diventa uno strumento capace di accogliere e restituire emozioni. Sul palco con lui, Giuvazza Maggiore, chitarra, loop e cori, per un dialogo intimo e potente, che promette di trasformare il concerto in un viaggio personale dentro mezzo secolo di musica e di vita.Il giorno successivo, l’8 novembre (alle 18.30 e alle 21.30), il Socjale si farà crocevia tra continenti con «In viaggio con gli Inti-Illimani», spettacolo che riunisce Jorge e Marcelo Coulon, fondatori dello storico gruppo cileno, insieme al cantautore Giulio Wilson e allo scrittore Federico Bonadonna. È un racconto in musica che attraversa sessant’anni di storia: dal Cile degli anni Sessanta, culla del gruppo nato tra le aule universitarie, al dramma dell’esilio dopo il golpe del 1973, fino al ritorno in patria. Tra parole e canzoni, il pubblico sarà accompagnato lungo un itinerario di memoria e speranza, sulle note di inni generazionali come «Gracias a la vida», «El pueblo unido» e «Vale la pena». Strumenti antichi, come il charango o il flauto di pan, si fonderanno con nuove sonorità in un viaggio che è al tempo stesso musicale e umano.Due serate consecutive, due modi diversi di raccontare la libertà attraverso la musica: quella individuale e poetica di Finardi, e quella collettiva e civile degli Inti-Illimani. Sul palco del Socjale si incontrano così cinquant’anni di canzone italiana e sessant’anni di musica latinoamericana, legati da un filo comune: la capacità di trasformare l’arte in resistenza, memoria e futuro.