Lugo, Angelo Vintage diventa un documentario, sarà girato dalla ravennate Kamera Film

Michela Ricci
Tra stoffe che profumano di decenni passati e abiti che raccontano storie mai dimenticate, c’è un uomo che ha fatto del vintage una vera e propria arte. Angelo Caroli, lughese e figura cardine della moda d’epoca in Italia, sarà il protagonista di «Angelo - Il principe del vintage», il documentario prodotto dalla ravennate Kamera Film e vincitore del Bando per il sostegno alla produzione di opere cinematografiche della Regione Emilia-Romagna. A firmare la regia sarà Francesca Zerbetto, già autrice di diverse pellicole tra cui un lavoro dedicato alla club culture italiana, un viaggio nelle discoteche degli anni ’80 che ha segnato una stagione culturale fondamentale. Dal 1978, Caroli raccoglie abiti e accessori che oggi popolano l’Angelo Vintage Palace di Lugo: un luogo che è insieme negozio, museo e archivio, dove ogni stanza custodisce epoche diverse, stili, atmosfere e memorie tessili. Con oltre 150mila capi disponibili per consultazione e noleggio, il Vintage Palace è diventato un punto di riferimento internazionale per stilisti, ricercatori, studenti e collezionisti affascinati da un archivio che non conserva soltanto moda, ma identità culturali. Non meno importante è il Lugo Vintage Festival, ideato da Caroli: un appuntamento che richiama più di 300 espositori e oltre 20mila visitatori a ogni edizione, trasformando Lugo in una piccola capitale del vintage. Ed è proprio in occasione dell’edizione natalizia del 30 novembre che verrà lanciata una campagna di crowdfunding per chi volesse sostenere il documentario. «Sarà un progetto da costruire insieme, passo dopo passo» spiegano da Kamera Film, sottolineando il desiderio di coinvolgere la comunità che da anni accompagna la storia di Angelo. Il documentario è pensato come un ritratto poetico dell’anima, un viaggio nell’universo interiore di Caroli. La regista non si limita a raccontare la vita di Angelo Caroli, ne costruisce «un ritratto profondo, intimo, stratificato. È un’opera che va oltre la biografia tradizionale, diventando un viaggio dentro la filosofia esistenziale di un uomo che ha scelto il silenzio del contenuto al posto del clamore della superficie. Un uomo che ha detto ‘no’ alle scorciatoie del successo, rimanendo fedele alle proprie radici, alla propria terra, ai valori familiari, alla bellezza autentica delle cose fatte con amore e con tempo». Lontano da qualsiasi forma di celebrazione patinata, il documentario si muove come una carezza lenta: sonda le emozioni, ascolta i silenzi, dà voce ai dettagli. Il linguaggio adottato è denso di immagini visive, suoni evocativi e suggestioni sensoriali: il negozio di Caroli diventa un luogo quasi sacro, descritto come «un palazzo abitato da oggetti che raccontano storie, ogni tessuto ha memoria, ogni stanza custodisce una parte dell’anima». Dal piccolo negozio degli anni ’70 al grande archivio che oggi dialoga con maison internazionali, università e professionisti del fashion, Caroli ha costruito un ponte tra memoria e futuro, tra artigianato e ricerca, tra sostenibilità e visione estetica. «I risultati che immaginiamo sono concreti e poetici insieme - spiegano da Kamera Film -: un documentario che viaggia nei festival, nelle università e nelle sale cinematografiche, un archivio ancora più riconosciuto come patrimonio culturale, una comunità che si stringe attorno a un progetto di bellezza e sostenibilità».