La Global Flotilla con due romagnoli in acque a rischio verso Gaza, Croatti (5s): «Allerta massima, ci sono navi israeliane»

Emilia Romagna | 01 Ottobre 2025 Cronaca
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“Siamo prossimi alle coste di Gaza e l’allerta è massima perché la scorsa notte le forze israeliane si sono minacciosamente avvicinate alle nostre barche. Non conosciamo i loro propositi e se siano intenzionati ad arrestarci nelle prossime ore ma vogliamo ribadire con forza che stiamo agendo nel pieno rispetto del diritto internazionale, in modo pacifico e che questa è una battaglia di umanità per Gaza. C’è grande tensione tra gli equipaggi, siamo consapevoli che nelle prossime ore potrebbe succedere qualunque cosa ma siamo pronti. Ora come non mai contiamo davvero sul sostegno di tutti e sull’energia dei tantissimi che in queste settimane hanno supportano la Sumud Flotilla. Mentre i governi e gli eserciti ricorrono alla chiamata alle armi, la nostra è una chiamata alla pace. Lottate con noi per tenere viva la speranza di un nuovo futuro.” Così in una nota il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti che sta navigando con la Sumud Flotilla verso Gaza.
Oltre al senatore riminese Croatti, a bordo di una della barche della Flotilla c'è anche l'operatore culturale di Ravenna, il 39enne Carlo Alberto Biasioli.

Ad un centinaio di miglia dalle coste della Striscia, la Marina israeliana si prepara a prendere il controllo delle 45 imbarcazioni umanitarie che ospitano circa 500 attivisti (una cinquantina gli italiani). Fonti militari di Tel Aviv temono scontri e un possibile incidente durante l'operazione che non si annuncia semplice visto il grande numero di barche coinvolte. Tutto come previsto, dunque. Israele aveva promesso che avrebbe fatto rispettare il blocco navale che ha imposto sulle acque di Gaza. Ed ha approntato un massiccio dispositivo per fermare la Gsf, mentre naviga in acque internazionali.

All'azione partecipano anche gli incursori dell'unità speciale Shayetet 13, per la presa delle navi. Gli specialisti hanno istruzioni a non usare la 'forza letale', ma in una situazione così complicata le incognite sono tante. La Marina prevede di trasferire gli attivisti su una grande nave militare e di rimorchiare le imbarcazioni verso il porto di Ashdod, con la possibilità che alcune vengano affondate in mare.

Nel pomeriggio, a 180 miglia da Gaza, la fregata militare Alpino inviata per dare assistenza ha comunicato alla flotta che alle 2 di notte, ora in cui la distanza di accorcerà a 150 miglia, la nave si sarebbe fermata "per non pregiudicare in alcun modo le garanzie di sicurezza delle persone imbarcate". È la linea rossa che non si può oltrepassare senza entrare in rotta di collisione con l'Idf. La nave della Marina ha dato disponibilità ad accogliere persone che volessero trasferirsi.

Messaggio accolto male dalla Gsf che ha replicato: "questa non è protezione. È sabotaggio. È un tentativo di demoralizzare e dividere una missione pacifica e umanitaria. Il blocco di Israele è illegale ed il silenzio del mondo intollerabile. Se il governo italiano vuole essere ricordato per il coraggio, deve navigare con noi".

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