La Corte dei conti: «Cambio di passo dell'E-R, sulla sanità disavanzo ridotto»

Prosegue il "cambio di passo" della Regione Emilia-Romagna sui conti: sulla sanità "siamo passati da un rilevante disavanzo, in passato in gran parte anche non emerso, ad un quadro strutturale molto più chiaro: permane un disavanzo, ma è molto più ridotto".
Lo ha detto il presidente della sezione di controllo della Corte dei conti dell'Emilia-Romagna, Marcovalerio Pozzato, per il giudizio di parificazione del rendiconto della Regione, esercizio 2025. Al 31 dicembre 2025, ha detto Pozzato, si è registrato un disavanzo complessivo, sul consolidato sanitario, "di quasi 118 milioni".
Tra le criticità, il presidente ha evidenziato il sottodimensionamento del 'fondo rischi legali', riconducibile "all'impropria qualificazione (come economicamente indeterminabili) di un grande numero di controversie": questo "produce l'effetto di liberare risorse del risultato di amministrazione, che appaiono disponibili solo in senso formale, ampliando artificiosamente la componente libera e rendendo così possibili livelli di spesa potenzialmente incompatibili con le future esigenze di copertura".
Inoltre è stato sottolineato il ricorso delle aziende sanitarie ai medici "gettonisti", reclutati sul libero mercato, anche forniti da cooperative o agenzie private per garantire turni altrimenti scoperti in ospedali e pronto soccorso. "Si comprende - ha detto il magistrato - l'impatto economico di tali chiamate 'esterne' considerando che un medico gettonista può arrivare a percepire oltre 100 euro all'ora (specie se proveniente dalle cooperative), a fronte di una retribuzione di circa 40 euro all'ora di un medico appartenente alla struttura pubblica". "Chiamare gettonisti all'esterno anziché, per esempio, una attuare una diversa politica del personale, naturalmente basata su adeguati incentivi economici, comporta una spesa sanitaria molto più alta oltre a una mortificazione del personale di ruolo", ha spiegato.
Affrontando infine l'argomento partecipate "pur riscontrandosi sostanziali elementi migliorativi per quanto concerne BolognaFiere, permangono elementi di criticità legati a un equilibrio finanziario assicurato solo da contributi 'esterni' (inseriti nel Gruppo societario), rimanendo accertati valori negativi per quanto concerne il risultato operativo in senso stretto". "Rilevanti" sono poi "le problematiche legate alle perdite societarie di 'Grand Tour Italia' (entità fieristica succeduta a Fico nell'agroalimentare)".