Elezioni comunali 2026, l'assist lungo la via Emilia di Panieri a Isola: «Fra Imola e Faenza le collaborazioni cresceranno»

Sindaco Panieri, l’Anci critica la Legge di Bilancio 2025-2027 per i tagli, evidenziando i 460 milioni di tagli alla spesa corrente, le riduzioni per investimenti e i problemi sul personale. Ci sono spiragli di modifiche in Parlamento?
«Il tema dei bilanci dei Comuni è molto delicato e complesso, la manovra del Governo tocca gli enti locali in maniera robusta, anche se a parziale scusante la manovra è fatta in un contesto geopolitico internazionale molto delicato. La speranza di Anci e Comuni è che nella discussione in Parlamento si possa modificare qualche passaggio, riducendo sensibilmente i tagli previsti. Il quadro economico è complesso anche per molti Comuni e non si può pensare di asciugare risorse per servizi rilevanti, come ad esempio scuola, welfare e sanità. Fino ad ora ci sono state aperture rispetto alle riduzioni di risorse per i minori non accompagnati. Altre risposte importanti le aspettiamo sul tema dei servizi per le disabilità scolastiche, che il Governo ha ipotizzato di coprire con la tassa di soggiorno, un po’ bizzarra come ipotesi. Infine un altro capitolo che riguarda molto la Romagna è quello relativo ai tagli alle partecipate, per i Comuni significherebbe una riduzione d’entrate molto rilevanti, è da evitare assolutamente».
Dopo di lei anche il sindaco uscente manfredo Massimo Isola ha sciolto la riserva e si candida per il bis nel 2026. La collaborazione fra Imola e Faenza è cresciuta negli ultimi 5 anni? E in futuro?
«In questi anni abbiamo lavorato insieme su più fronti e ci siamo sostenuti reciprocamente, anche in momenti molto delicati, come è successo durante l’alluvione. Certo le situazioni erano molto diverse nelle due città, Faenza è stata colpita molto violentamente dal maltempo sia nel 2023 che nel 2024. Un altro capitolo molto rilevante della nostra sinergia riguarda la MotorValley da sviluppare ancora, con la presenza di team di F1 e di MotoGp a Faenza. Abbiamo compiuto passi avanti interessanti anche sul tema della ceramica con la mostra di Bertozzi&Casoni o con la collaborazione su Argillà, o sul Mic con alcune iniziative comuni. Abbiamo fatto un gioco di squadra che spesso ha funzionato anche sul Parco della Vena del Gesso che oggi è patrimonio Unesco o sul riconoscimento delle Atuss da parte della Regione, dove sia Imola che Faenza ci sono».
Un altro progetto che lega l’imolese e il faentino è il quadruplicamento del tratto ferroviario fra Bologna e Castel Bolognese. Il dibattito è acceso dopo che Rfi presentò un progetto discutibile. La mediazione della Regione è stata decisiva, l’opera si farà, in che tempi?
«Guardo a questo progetto con grande attenzione perché è un’opera necessaria, ma allo stesso tempo deve essere realizzata con il massimo rispetto del territorio che attraversa, sia dal punto di vista economico che ambientale. Ascoltiamo sempre volentieri quello che ci viene posto dai Comitati dei cittadini, arrivano spesso preziosi consigli per migliorare il progetto, Rfi all’inizio ha sbagliato decisamente l’approccio, con la Regione ci siamo confrontati sulla necessità di realizzare l’infrastruttura e cercheremo di rispettare il territorio. Penso che entro il 2026 dovremo arrivare ad una decisione progettuale definitiva».
Quanto pensa possa incidere l’effetto alluvione e post alluvione alle prossime elezioni Comunali previste in primavera?
«Penso che sia stato importante ascoltare i Comitati e continuare a farlo, il nostro compito è essere presenti sul territorio e sostenere gli investimenti di messa in sicurezza che altri enti locali devono fare. Abbiamo intrapreso un percorso allineato a livello istituzionale fra Regione, Comuni e nuovo Commissario Curcio che porterà in pochi anni alla realizzazione di opere fondamentali per i nostri territori».
L’astensionismo è il nemico numero uno da combattere alle urne, come pensa di impostare la sua campagna elettorale?
«E’ un dato che preoccupa, è indiscutibile, quando va a votare meno della metà degli aventi diritto qualche interrogativo bisogna farselo. Personalmente ci metto il massimo dell’impegno, cerco di essere presente in ogni angolo del territorio com’è giusto che sia. Mi piacerebbe vedere una campagna elettorale molto partecipata, credo che avere avuto circa il 60% dei consensi 5 anni fa sia stata una bella responsabilità, detto che da sindaco si rappresenta tutta la comunità, anche chi ti ha votato contro o chi non è andato alle urne. Certo un’affluenza elevata da più forza al progetto che ogni candidato presenta, in particolare poi per chi viene eletto sindaco con la sua maggioranza. Penso che ogni cittadino debba impegnarsi per la sua comunità e andare a votare è importante, vitale». (m.p.)