Da Pirandello a Shakespeare, i grandi classici da non perdere nei teatri di Ravenna e provincia

C’è sempre qualcosa di magico in un sipario che si apre: il teatro si trasforma in una macchina dello spazio e del tempo, trasporta il pubblico in altre dimensioni e crea mondi nuovi, mette in dialogo presente e passato, riesce a parlare a ciascuno di noi. Da Ravenna a Faenza, da Bagnacavallo a Cervia, le stagioni teatrali del nostro territorio sono iniziate o stanno per iniziare. In queste due pagine proviamo a tracciare un percorso tra le proposte più interessanti e originali dei nostri teatri, senza la pretesa di essere esaustivi, per aiutarvi a scegliere cosa segnare in agenda, dai grandi classici agli spettacoli per bambini, dalle commedie alla comicità. Un filo rosso che unisce molti degli spettacoli in programma è senza dubbio la tradizione che dialoga con il contemporaneo. I classici non vengono semplicemente riproposti tali e quali, ma riletti con occhi nuovi e reinterpretati, senza perdere la loro autenticità e la loro capacità di continuare a parlare all’animo umano attraverso i secoli.
RAVENNA
All’Alighieri di Ravenna la stagione di prosa trova il suo ritmo proprio nell’incontro tra tradizione e contemporaneo. Da segnare in calendario è la commedia goldoniana «Sior Todero Brontolon» (4-7 dicembre), diretta da Franco Branciaroli. Un’occasione per ridere dei piccoli conflitti quotidiani e riflettere sulla convivenza, grazie a una lettura che mantiene intatta la comicità originale ma ne mette in luce la sorprendente modernità. Perfetto se amate una risata intelligente e senza tempo. Dal 5 all’8 marzo, il palcoscenico si fa più introspettivo con «La coscienza di Zeno», con Alessandro Haber protagonista. Consigliato per chi ama le storie capaci di far sorridere e riflettere insieme: il capolavoro di Svevo diventa un viaggio nelle fragilità umane, tra ironia e consapevolezza. Accanto a questo, «Tre sorelle» di Čechov, firmato Liv Ferracchiati, trasporta il pubblico in una provincia oppressiva dove le protagoniste si confrontano con il desiderio di cambiamento e l’immobilità della propria esistenza. Infine, per gli amanti dei classici dell’antichità, da non perdere «Antigone» di Jean Anouilh (7-8 febbraio). Diretto da Roberto Latini, lo spettacolo restituisce al pubblico la tragedia classica come un intenso conflitto di voci e coscienze, dove Antigone e Creonte si confrontano senza semplificazioni, in una messinscena che fa emergere la durezza della legge e la vulnerabilità dell’individuo.
FAENZA
Al teatro Masini ogni spettacolo apre una finestra su emozioni contrastanti, intrecci inattesi e personaggi indimenticabili. Con «Gli Innamorati» di Goldoni (5-7 dicembre), nella lettura di Roberto Valerio e con Claudio Casadio, il pubblico si ritrova immerso in una storia d’amore limpida e travolgente, che scivola pian piano nella gelosia e nel sospetto. Vale la pena vederlo per riscoprire quanto i sentimenti di allora parlino ancora di noi oggi, tra risate e fragilità. Da non perdere anche «Moby Dick» (11-13 febbraio), nell’adattamento di Micaela Miano per la regia di Guglielmo Ferro, con Moni Ovadia nei panni del Capitano Achab. Se amate le storie epiche e il teatro che sa farsi racconto, questo viaggio sul Pequod vi terrà sospesi tra mito e abisso. Infine, «La Tempesta» (7-9 marzo) di Shakespeare, diretta da Alfredo Arias, vi condurrà su un’isola dove realtà e magia si confondono. Con Graziano Piazza nel ruolo di Prospero, è lo spettacolo ideale per chi cerca un teatro visionario, che unisce poesia, immaginazione e malinconia. Piazza incarna perfettamente la forza magica di questo testo immortale.
CERVIA
Al teatro Walter Chiari di Cervia il sipario si apre su storie che scavano nelle pieghe dell’animo umano, tra verità nascoste, contrasti morali e relazioni complesse. Con «Il berretto a sonagli» di Pirandello (17-18 marzo, regia di Guglielmo Ferro) vi aspettano ironia e amarezza, maschere e segreti. Lo spettacolo esplora il confine tra essere e apparire, tra identità autentica e ruolo imposto dalla società. Comicità e la tragedia convivono in una tensione continua. Il 26 e 27 febbraio Tullio Solenghi è protagonista del «Decameron», per la regia di Sergio Manfredi, che restituisce allo spettatore la lingua originale di Boccaccio, rendendola accessibile e comprensibile come fosse la lingua di un testo contemporaneo. Per chi preferisce la commedia dal tocco raffinato, «Ti ho sposato per allegria» di Natalia Ginzburg (11-12 febbraio, regia di Emilio Russo) è una piccola gemma da non perdere. Con Giampiero Ingrassia, Marianella Bargilli e Lucia Vasini, racconta con ironia e tenerezza un matrimonio appena iniziato, i desideri e le contraddizioni di una vita borghese sospesa tra disincanto e tenerezza. La regia di Russo mantiene intatto il fascino del testo originale del 1965, mostrando come Ginzburg sappia osservare la realtà con occhi attenti e ironici, capace di farci ridere e insieme riflettere sulla complessità dei rapporti umani.