Con il Mei trent'anni di musica controcorrente, a Faenza dal 3 al 5 ottobre concerti, mostre, conferenze. Tra i big Eugenio Finardi

Tutto è nato per caso. A raccontarlo è Giordano Sangiorgi, ideatore del Mei: «Un gruppo modenese organizzava una mostra per collezionisti alla fiera di Faenza e si rese conto che uno dei capannoni sarebbe rimasto vuoto. Mi chiesero un’idea per animarlo».
L’intuizione arrivò immediata: dare spazio alle band indipendenti che in quegli anni stavano muovendo i primi passi tra centri sociali, locali e piccoli festival autogestiti. «Per noi fu un attimo - continua Sangiorgi -. Pensammo di invitare le prime band indies che si affacciavano sul mercato a esporre le loro produzioni. Arrivarono in una trentina, suonarono una dozzina di gruppi e il capannone si riempì di oltre tremila persone. Più della metà erano lì solo per quel raduno. Capimmo subito che avevamo avuto un’intuizione vincente».
UNA FUCINA DI TALENTI
Da quel momento il Mei - Meeting delle Etichette Indipendenti è cresciuto anno dopo anno, diventando un punto di riferimento nazionale per la musica che non si piega al mainstream. «Il Mei è sempre stato un festival controcorrente. Non abbiamo mai seguito le mode: il nostro obiettivo è stato scoprire e sostenere giovani talenti, anche quando erano ancora sconosciuti». E i numeri raccontano bene questo percorso: dai 30 espositori e 12 band della prima edizione si è passati oggi a circa 300 espositori, centinaia di artisti dal vivo, migliaia di operatori e giornalisti coinvolti, oltre 10mila musicisti saliti sul palco in tre decenni. Tanti di loro sono diventati nomi noti. «Oltre a Daniele Silvestri, che già al primo Mei aveva il suo stand - ricorda Sangiorgi -, qui i Måneskin hanno realizzato il loro primo esordio fuori da Roma, Ermal Meta e Diodato hanno iniziato la loro carriera, e artisti come Lucio Corsi, Colapesce & Dimartino e Brunori Sas sono stati premiati prima dei loro successi nazionali». Premi e riconoscimenti hanno contribuito a rafforzare il ruolo di trampolino di lancio del festival. La Targa Mei, nata per valorizzare il miglior artista indipendente, negli anni ha premiato artisti come Colapesce Dimartino, Brunori Sas, i Baustelle, gli Afterhours. «Le Targhe Mei hanno sempre saputo guardare avanti - afferma Sangiorgi -. È l’unico festival in Italia ad aver lanciato tre futuri vincitori di Sanremo: Ermal Meta, Diodato e i Måneskin».
TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Accanto al lavoro sui talenti emergenti, il Mei ha saputo rinnovarsi di continuo, aprendosi a linguaggi e temi diversi. I contest come «Onda rosa indipendente» hanno valorizzato il talento femminile, mentre negli ultimi anni non sono mancati spazi di riflessione sul digitale, sui diritti degli artisti, sul rapporto tra musica e nuove tecnologie. «Abbiamo sempre puntato su chi sperimenta - sottolinea Sangiorgi - e su chi sceglie strade nuove». Controcorrente significa anche saper rileggere la tradizione. Il Mei, infatti, ha avuto un ruolo importante nella riscoperta del liscio e della musica popolare romagnola, restituendo dignità a un genere spesso considerato minore e facendolo dialogare con le nuove generazioni. «Il legame con il territorio è fondamentale: Faenza ci ha dato radici e noi abbiamo restituito vitalità culturale ed economica. Nei giorni del festival, la città diventa una vera capitale della musica».
IL PROGRAMMA
Il programma si apre venerdì 3 ottobre alle 16 con l’inaugurazione della mostra «30 anni di Mei» alla galleria della Molinella, per poi proseguire alle 17.30 alla scuola di musica Sarti con i Foreing Air, la prima band indipendente straniera presente al Mei. A partire dalle 18 in piazza della Libertà, Roberta Giallo presenterà il suo nuovo disco, e si esibiranno la cantautrice faentina Isabella Del Fagio, con il suo primo Ep, poi Matilde Montanari, voce dei Santa Balera, Monnaelisa e Amanda Vitale insieme a Stella Merano, Antonia Ruozzo e Julia. Il 4 ottobre a partire dalle 17 sul palco di piazza del Popolo con i concerti dal vivo di Eugenio Finardi, Anna Castiglia, Giulia Mei, 18k, Deschema, Foreign Air, Punkcake, la presenza di Tony Esposito e tantissimi altri. Il 5 ottobre dalle 9 alle 13 si terrà il forum del giornalismo musicale a cura di Enrico Deregibus nel salone del consiglio comunale. Nel pomeriggio, dopo l’esibizione alle 16 degli Ologramma, è in programma la prima assoluta di Opera Indie, un progetto di rock d’autore sinfonico che rivisita i brani che hanno fatto la storia degli ultimi 30 anni della scena musicale indipendente italiana. Opera Indie è diretta dal maestro Loris Ceroni, tra i musicisti ci saranno Cristian Cicci Bagnoli, Mecco Guidi, Maurizio Dirani e Tommy Graziani. Al termine della giornata saranno premiati i Folkstone per i 20 anni di carriera indipendente. Non mancherà anche quest’anno la Fiera del disco nel salone delle bandiere (palazzo comunale) il sabato dalle 10 alle 22 e la domenica dalle 10 alle 20.
UNA VOCE PER GAZA
Tra gli appuntamenti del ricco programma del Mei, spicca quest’anno l’iniziativa «Una voce per Gaza», che vede l’unione di forze fra Voci per la Libertà, Amnesty International, EdicolAcustica e il festival faentino. Di fronte alla tragedia in corso a Gaza, si darà voce al mondo della musica indipendente in un appello corale. Sabato 4 e domenica 5 ottobre, infatti, sarà allestito in piazza Nenni uno stand dove si svolgerà una vera e propria maratona di solidarietà artistica. Gli artisti che lo desiderano potranno esibirsi in una breve performance con brani, poesie, riflessioni, letture e testimonianze che abbiano l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione sulla crisi e sostenere le richieste di Amnesty International.