Cervia, il Festival degli aquiloni compie 45 anni e riempie il cielo con colori da tutto il mondo, la nuova edizione dal 23 aprile al 3 maggio

Emilia Romagna | 20 Aprile 2026 Cultura
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Michela Ricci - Ogni primavera, sulla spiaggia di Cervia, il cielo smette di essere uno sfondo e diventa protagonista. Colori, forme e creature leggere si muovono nell’aria trasformando il litorale in un teatro all’aperto. È il mondo del Festival Internazionale dell’Aquilone di Cervia, una delle manifestazioni più longeve e identitarie dedicate all’arte del vento, che quest’anno compie 45 anni. In programma dal 23 aprile al 3 maggio, il festival quest’anno ha come tema principale «Fratello vento», in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco. Alla base del festival c’è il progetto Artevento, nato dall’immaginario di Claudio Capelli per dare continuità a un’esperienza artistica e culturale capace di unire arte, didattica, sostenibilità e sport. Nel tempo, Artevento ha trasformato l’aquilone in un linguaggio universale, portando avanti attività in tutto il mondo e contribuendo alla diffusione delle culture eoliche attraverso festival, laboratori, mostre e performance.

LA STORIA DEL FESTIVAL
La storia del festival affonda le radici negli anni Settanta, quando il giovane pittore Claudio Capelli, in viaggio negli Stati Uniti, riscopre l’aquilone come forma d’arte. Tornato a Cervia, intuisce che non è un gioco isolato, ma un linguaggio condiviso da artisti di tutto il mondo. Da questa intuizione nasce l’idea di un raduno internazionale. Nel 1981, grazie alla fiducia di alcune figure del territorio, tra cui l’allora assessore Massimo Medri e Germano Todoli, ideatore del «Maggio in sogno», prende vita il primo festival. È una scommessa che si trasforma in un fenomeno culturale in continua crescita: da pochi appassionati ospitati in un piccolo albergo di famiglia, si arriva oggi a centinaia di migliaia di visitatori e a delegazioni provenienti da tutto il mondo. «Nel tempo - spiega Caterina Capelli, direttrice artistica, che ha raccolto il testimone del padre - il festival si è consolidato come un punto di riferimento internazionale, capace di unire arte, comunità e paesaggio in una dimensione quasi rituale, che molti artisti e visitatori vivono come un vero ‘pellegrinaggio del vento’».

IL PROGRAMMA TRA ARTE E CULTURA
L’edizione 2026 conferma questa vocazione globale e la arricchisce con un programma in continua evoluzione, che intreccia culture, arti e linguaggi differenti. «Il programma sta ancora crescendo e si sta riempiendo di contenuti - racconta Capelli -, perché questo è un festival delle arti, non solo degli aquiloni: l’aquilone è quasi un simbolo di un modo di stare insieme. A Cervia arriveranno aquilonisti da decine di paesi da tutto il mondo, insieme a delegazioni internazionali dall’Indonesia, dalla Thailandia e dalla Colombia, con installazioni e performance che uniscono aquiloni, teatro e arte figurativa. Tra i protagonisti anche il mondo dell’aquilonismo acrobatico e artisti legati al Cirque du Soleil, in un dialogo continuo tra discipline e linguaggi». Grande spazio anche alla sperimentazione: laboratori per bambini e adulti, mostre, installazioni e progetti dedicati alla cultura del vento. Non mancherà il cinema a energia solare, con proiezioni dedicate al rapporto tra arte e sostenibilità, e una collaborazione con il Carnevale di Gambettola, che unisce il mondo della cartapesta a quello degli aquiloni. Tra le novità più attese, la ‘Flying Circus Arena’, realizzata con Ater Fondazione, che porterà sulla spiaggia cinque spettacoli di circo contemporaneo sotto la direzione di Giacomo Costantini, chiudendo idealmente il cerchio tra arte e vento. Il festival sarà anche un grande contenitore di anniversari e progetti culturali: dai 100 anni del Nobel a Grazia Deledda, agli 80 anni del voto alle donne, fino ai 160 anni delle relazioni tra Italia e Giappone e al lungo legame con la cultura nipponica. Una delle giornate centrali sarà il 25 aprile, con l’arrivo della fiaccola del giro d’Italia per la pace e il conferimento del premio a Flavio Lotti, in un appuntamento simbolico che intreccia cultura e impegno civile.

«FRATELLO VENTO»
A guidare questa edizione 2026 è il tema «Fratello vento», dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. «Un omaggio ai valori di armonia con la natura, fratellanza e rispetto del creato che da sempre attraversano la storia del festival - commenta Capelli -. Il festival non è solo aquiloni, ma un modo di stare insieme. L’aquilone è un simbolo: ci ricorda la meraviglia e ci invita a porci domande». Il filo conduttore dell’edizione diventa così una chiamata collettiva alla meraviglia e alla responsabilità: l’arte come strumento di connessione, cura e consapevolezza. Un messaggio che attraversa tutte le attività del festival e che conferma Cervia come capitale internazionale dell’arte del vento, dove il cielo continua a essere un luogo condiviso di immaginazione e incontro.
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