Caro benzina e diesel, i mini tagli del Governo non convincono; Federconsumatori: «E’ sfidare un uragano con un ombrellino»

Tanto rumore per quasi nulla. Il taglio delle accise sul gasolio deciso dal Governo è finalmente arrivato, ma per Federconsumatori si tratta di una misura insufficiente rispetto alla situazione attuale che è molto pesante per i consumatori. I due decreti pubblicati nella serata di lunedì 27 luglio in Gazzetta Ufficiale prevedono una riduzione di 17 centesimi al litro sul diesel (14 di accisa più Iva al 22%), coperta da 20,5 milioni di euro di extragettito Iva di giugno, ma valida solo fino al 6 agosto.
Per Federconsumatori «è come sfidare un uragano con un ombrellino di carta. Apprezziamo l’intenzione, ma di fronte agli ulteriori aumenti registrati in questi giorni, aggravati spesso da intollerabili fenomeni speculativi, quei 17 centesimi non sono sufficienti nemmeno a coprire i sovrapprezzi attualmente applicati sul gasolio».
Secondo le stime dell’Osservatorio Federconsumatori, che tengono conto dell’andamento della materia prima e del cambio euro/dollaro, nonché della variazione delle accise, i prezzi attualmente praticati sono superiori, rispetto al dovuto, di +23 centesimi al litro per la benzina e +24,8 centesimi al litro per il gasolio. «Infatti - prosegue Federconsumatori nel comunicato - nonostante il taglio dovrebbe essere operativo da oggi, alla pompa non se ne vede l’ombra, e il prezzo del diesel viaggia nella provincia di Rimini ancora indisturbato sopra i 2,14 centesimi al litro (al self)».
Anche nell’ipotesi più favorevole, con il taglio in vigore da oggi, i prezzi alla pompa cambierebbero solo marginalmente, spiega l’associazione: «Se anche il taglio delle accise fosse applicato, come dovrebbe, in giornata, i prezzi del diesel si attesterebbero a 1,997 euro al litro, quelli della benzina a 1,922 euro al litro».
Federconsumatori quantifica poi il costo che i sovrapprezzi comportano per le famiglie italiane, calcolando sia gli effetti diretti sui carburanti sia quelli indiretti legati al trasporto merci. «Gli aggravi dovuti ai sovrapprezzi applicati, con l’attuale taglio dell’accisa sul diesel, ammonterebbero a +276 euro annui a famiglia per la benzina e +84,48 euro annui a famiglia per il diesel, a cui si aggiungono le ricadute indirette (aggiornate) pari a +174,90 euro annui a famiglia (dovute al trasporto su gomma, che riguarda in Italia oltre l’86% delle merci)».
Di fronte a questi dati, l’associazione sottolinea la necessità di interventi strutturali e non più soluzioni provvisorie. «Cifre che rendono evidente quanto sia urgente e necessario prendere atto della situazione e adottare misure adeguate, non i soliti provvedimenti spot utili solo a placare, in maniera insufficiente, le emergenze».