Bologna, strage del 2 Agosto 1980, 42 anni dopo c’è bisogno di verità

Emilia Romagna | 01 Agosto 2022 Cronaca

Emma Petitti, presidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, è intervenuta, insieme al sindaco Matteo Lepore, in apertura dell'evento "Il futuro della memoria", organizzato da Cantiere Bologna nella tettoia Nervi (Piazza Lucio Dalla), a Bologna, in concomitanza con le celebrazioni per l’anniversario della strage del 2 agosto 1980.

L’evento si articola in tre giornate (le prossime due in programma a settembre) di riflessione sul valore della memoria, con l'obiettivo di coinvolgere intellettuali, testimoni e studiosi in una riflessione comune sul valore della memoria nella costruzione del futuro di una comunità. Con testimonianze di Paolo Bolognesi, Associazione vittime strage del 2 agosto 1980, Daria Bonfietti, Associazione vittime strage di Ustica, Rosanna Zecchi, Associazione vittime della Uno Bianca, Gian Luca Luccarini, Associazione vittime Marzabotto.

"Quella mattina del 2 agosto 1980 - ha ricordato la presidente Petitti - un terribile ordigno spezzò la vita di 85 persone, causando una ferita profonda nella città di Bologna e nell’intero Paese. Un dolore che ha toccato da vicino tante città della nostra Regione e che ancora oggi risuona nell’anima degli uomini e delle donne che hanno vissuto quegli istanti, di chi ha perso una persona cara, un amico, un fratello. Il nostro impegno oggi, l’impegno dell’Emilia-Romagna, è trasmettere quanto accaduto alle nuove generazioni, difendere i valori della democrazia, sostenere gli sforzi per andare avanti e fare piena luce su quanto accaduto: in particolare voglio ricordare che quest’anno, grazie ad un’importante sentenza, altre condanne si sono aggiunte. Ma ancora non basta".

"Sono d’accordo - ha scandito la presidente dell'Assemblea - con quanto chiede Paolo Bolognesi: dobbiamo proseguire l’opera di desecretazione e digitalizzazione degli atti affinché ogni ombra sparisca e si faccia piena luce su quanto accaduto. Una ricerca della verità che dovrà continuare anche con il governo che si insedierà dopo il 25 settembre. Perché il sostegno e la vicinanza da parte delle Istituzioni non dovrà mai mancare, dato che solo con il riconoscimento di ogni responsabilità potremo dire di avere fatto giustizia: per difendere i principi di civiltà, umanità, democrazia, valori duramente colpiti da questa immane tragedia. E dalle altre tragedie che ricordiamo qui, oggi: grazie Paolo, grazie Daria. Grazie a tutte le associazioni dei familiari delle vittime per l’enorme lavoro che state facendo".

"Domani, di nuovo, per l’ennesima volta - ha evidenziato Emma Petitti - saremo tutti insieme in corteo. Fin davanti alla Stazione di Bologna. Un rito civile che ci unisce nel ricordo e nel dolore. Per chiedere ancora una volta verità e giustizia. Quest’anno come Assemblea legislativa, abbiamo deciso di promuovere il progetto 'A destino', un rito di teatro civile che coinvolgerà 85 cittadine e cittadini volontari che proprio domani, giorno della commemorazione, dopo le 10:25 partiranno verso le destinazioni mai raggiunte dalle vittime. Da piazza delle Medaglie d’Oro si dirigeranno verso i binari della stazione centrale di Bologna, verso gli autobus, verso i taxi, verso le vie del centro, per portare a destinazione i viaggi mai conclusi dalle vittime del 2 agosto 1980. Viaggeranno con una valigia bianca che conterrà testi e biografie delle vittime, ma anche oggetti scelti da ciascun volontario. E quando arriveranno a destinazione, consegneranno la valigia a un passante, a un familiare, perché la memoria possa continuare a viaggiare".

"Grazie per questo invito - ha concluso la presidente Petitti -. Grazie per questo nuovo progetto di riflessione sulle stragi, sul valore della memoria. Sul nostro futuro".

L'iniziativa ha il sostegno dell’Associazione tra i familiari delle vittime del 2 agosto, del Comune di Bologna, dell’Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, di Hera, della Fondazione Innovazione Urbana e delle Cucine Popolari.

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