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Sanita', il cardiochirurgo Noera: «Più telemedicina per il territorio»

Bassa Romagna | 09 Giugno 2021 Cronaca
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«Se ha funzionato in India, in Kenia o in Libia, allora può funzionare anche qua». Il cardiochirurgo massese Giorgio Noera, in forza al Gruppo Villa Maria e presidente dell’Health Ricerca e sviluppo, è uno abituato a guardare avanti e a spostare sempre più in là le frontiere della telemedicina.
Tutto è iniziato col «Progetto Massa Lombarda del 2002». Grazie ad un apparecchio di piccole dimensioni, il Bluecardio, i pazienti che partecipavano alla sperimentazione potevano essere monitorati a distanza e trasmettere i parametri vitali sul corretto funzionamento del cuore a specialisti a chilometri di distanza. «Quando siamo partiti c’erano l’ingegner Ghianluca Mazzini, oggi presidente di Lepida, il professor Patrizio Bianchi, oggi ministro, e il presidente Vasco Errani – ricorda Noera -. Prima ancora di un apparecchio elettronico, abbiamo messo in campo un sistema che integra le competenze mediche a quelle ingegneristiche e oggi rientra nell’agenda digitale europea e nelle normative in vigore. Il punto fondamentale – spiega Noera - era l’integrazione delle forze e dei diversi saperi per ‘creare salute’».
Da allora è passata parecchia acqua sotto i ponti e il progetto partorito in Bassa Romagna ha toccato vari angoli del globo, dall’India all’Africa, e collezionato collaborazioni importanti, dal Ministero della difesa all’Agenzia spaziale europea.  
«Le malattie cardiovascolari sono al primo posto in quanto a morti e in quanto a costi sociali – sottolinea Noera -. In Italia spendiamo ogni anno mediamente circa circa 2500 euro per ogni cittadino in sanità: una metà va al comparto ospedaliero, l’altra per gli ambiti territoriali. Senza dimenticare il terzo costo a cui deve far fronte ogni italiano: quello legato alla mobilità per raggiungere le cure e la terapia». 
Al di là delle analisi costi benefici, le ricadute positive sono di vario genere. «Un monitoraggio in tempo reale su larga scala permette di monitorare costantemente le condizioni dei pazienti, intervenire tempestivamente in caso di emergenza e prevenire alcune criticità – aggiunge lo specialista -. E non parlo solo di aspetti cardiologici: abbiamo verificato che gli stessi impulsi elettrici ci permetterebbero di prevenire altri disturbi, ad esempio il Covid. Proprio il Covid, a seguito della crescita dei pazienti acuti in ospedale, ha sottolineato le difficoltà a seguire i malati cronici da parte del sistema territoriale. Il nostro intento è proprio quello di bilanciare questo scompenso e supportare i sindaci, che sono i responsabili della salute delle loro comunità». 
La centralizzazione delle informazioni, i famosi ‘big data’, pone alcuni problemi, dall’apparato tecnologico che serve a raccoglierli alle persone preparate a decifrarli, ma apre nuove prospettive. «Tanti dati possono essere utili ai medici, che possono analizzare in tempo reale andamenti epidemiologici e possono orientare le scelte della politica locale» rileva il cardiochirurgo.
Di recente, la telemedicina è stata utilizzata per dare sostegno al disastrato sistema ospedaliero libico: un’ancora di salvezza per molti pazienti e un’opportunità di crescita per i medici locali. «Ora il progetto è ‘maturo’ e ‘rientra’ sul territorio italiano, forte del sostegno dell’Istituto superiore di sanità» dice il medico.  
Noera e il sindaco di Massa Lombarda Daniele Bassi sono stati domenica 30 maggio a Frassinoro, sull’Appennino modenese: qui l’amministrazione locale vuole spingere forte sulla telemedicina. «Questo trasferimento tecnologico – commenta il medico - può attirare le risorse previste dall’Agenda digitale europea e dal Recovery Fund e può essere mantenuto dalla stessa fiscalità a carico dei cittadini, che si vedrebbero però sgravati da altri cosi (si diceva, ad esempio, la mobilità) e riceverebbero un servizio migliore. Sarà compito dei sindaci guidare questa evoluzione. Come nel caso di Frassinoro, un paese che dista 40 chilometri dall’ospedale più vicino. Il primo cittadino Oreste Capelli, per dare maggiori garanzie alla propria comunità, ha deciso di puntare sulla telemedicina. Senza dimenticare le ricadute sul turismo di questa zona, che vanta stupendi percorsi per escursioni a piedi o in mountain bike. Come dicevo – conclude Noera -, la telemedicina non è solo un elettrocardiogramma da leggere distanza, ma un sistema complesso a servizio del territorio». (s.sta.)  Nella foto al centro Giorgio Noera
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