Ravenna, si sgonfia la crescita dei bed & breakfast

Romagna | 02 Marzo 2019 Cronaca
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Si sta sgonfiando la crescita dei bed & breakfast che aveva caratterizzato gli anni scorsi, con un vero e proprio boom che, stando ai dati dell’Ufficio turismo del Comune di Ravenna, è arrivato a quota 147 strutture. La battuta d’arresto è confermata dalle associazioni di categoria, che proprio in questi giorni tornano a farsi sentire in merito alla legge regionale che regola il settore extra-alberghiero. Cna ha scritto al sindaco di Ravenna Michele De Pascale, che è anche il presidente dell’Anci Emilia-Romagna, per aprire un tavolo di confronto sul tema e cambiare una normativa considerata «anti-storica» che, tra le altre cose, vieta ai b&B di farsi pubblicità sui portali dedicati alle strutture ricettive. 

«LAVORO SERIO»
«Incontro ogni due o tre giorni una persona che vorrebbe aprire un bed & breakfast – spiega Nevio Salimbeni, responsabile di Cna Turismo Ravenna – ma ormai il rallentamento al quale stiamo assistendo ci indica che sopravvive chi prende questa attività in modo più professionale degli altri.  Si pensa, erroneamente, che si tratti di un lavoro molto semplice. Ma non è esattamente così: si tratta di qualcosa di molto serio, dove c’è bisogno di qualità. Il fenomeno, dalle nostre parti, resta comunque rilevante, anche perché i turisti, soprattutto stranieri, sempre più chiedono un’ospitalità che preveda un rapporto diretto con il cliente». Peccato che esistano, in Emilia-Romagna, diverse restrizioni: «Ci aspettiamo che le nostre richieste di cambiare la legge regionale, rendendola attuale e uscendo dalla logica secondo la quale si dà alle attività la possibilità di partire ma poi mettono divieti, vengano ascoltate. A livello regionale lanceremo anche una raccolta firme. Perché i troppi impedimenti spingono, poi, all’illegalità. Sono anche dell’idea che mondo alberghiero e mondo extra-alberghiero debbano dialogare, a beneficio di tutti. Se iniziamo a dire che gli hotel non lavorano per colpa dei b&b e i b&b non lavorano per colpa di Airbnb, non ne usciamo più».

«DEREGULATION»
Più netta la posizione di Giancarlo Gattelli di Confartigianato: «Purtroppo siamo davanti una deregulation che consente a realtà come Airbnb di svilire una normativa regionale che per i bed & breakfast, invece, è molto stringente. Aprire un b&b non è affatto un gioco, ci sono una serie di passaggi per nulla scontati e facili, oltre alle incombenze che vengono dopo, come la comunicazione delle presenze e il versamento della tassa di soggiorno. E poi finisce che non si può fare promo-commercializzazione, per esempio sui siti Internet, perché la legge è stata concepita quando di poteva lavorare anche senza il web».

«PROMOZIONE DIFFICILE»
Giorgio Ghiberti è il referente dell’associazione Bed & Breakfast di Confartigianato ed è il titolare di un Room & Breakfast «Cento19» di via Cura: «Credo che la crescita di queste strutture, a Ravenna e in periferia, negli ultimi anni sia stata legata alla crisi economica e alle difficoltà di trovare un impiego. Chi aveva una casa sfitta, magari ereditata da una nonna, ha provato a buttarsi in questa attività, dove non ci si può improvvisare ma dove, allo stesso tempo, non servono competenze di chissà quale tipo. La ristorazione, per esempio, è di certo un mondo molto più difficile, dove chi sbaglia la paga cara. Nel nostro caso, i rischi sono più bassi, così come poi gli incassi». Ma promuoversi, appunto, non è facilissimo, visto che la legge regionale impedisce ai b&b, che non hanno l’obbligo della partita Iva, di fare promo-commercializzazione, utilizzando canali come, per esempio, Booking: «Avendo anche piccoli budget da investire e dovendo sottostare ai paletti normativi, ci si avvale di strumenti come la pagina Facebook e i canali che costano poco». 
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