Ravenna, il sindaco De Pascale ”congela” il progetto della nuova piscina dopo le proteste di 11 associazioni

Romagna | 26 Febbraio 2019 Cronaca

“A seguito della lettera ricevuta da diverse associazioni sportive che aggiunge alcune riflessioni al dibattito sul rifacimento della piscina comunale, ho chiesto al Consiglio di rinviare la delibera al fine di sospendere il project financing, per poter analizzare ulteriormente il tema con le tutte le realtà associative della città e fare altri approfondimenti tecnici. 

L’intervento sulla piscina comunale è urgente e non procrastinabile sine die, ma è dovere di chi amministra prima di prendere decisioni importanti sapere ascoltare a fondo le opinioni della propria comunità” sottolinea il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale.

Di seguito la lettera di 11associazioni contrarie al progetto:
“In data 22 febbraio 2019 gli Enti di Promozione e le Società Sportive di seguito indicate - Endas, Libertas, Rinascita Nuoto Team Romagna; Ravenna Pallanuoto, Romagna Triathlon, Gypsy Diver, Blu Atlantis, Acquatic Team, Nuotatori Ravennati, Triathlon Team Ravenna - si sono riunite per discutere e proporre all’Amministrazione comunale di Ravenna quanto appresso concordato.

Premesso che il project ad iniziativa privata, approvato dall’amministrazione comunale di Ravenna come progetto di fattibilità, prevede lo smantellamento dell’attuale piscina di via Falconieri e la realizzazione di una vasta area adibita ad attività commerciale e pubblici esercizi (palestre, centro fitness, ristorante, 2 bar ecc..), mantenendo invece inalterate le due attuali vasche già oggi insufficienti alle esigenze delle attività sportive; in considerazione del rilevante esborso della comunità (oltre 15.500.000,00 di Euro), riteniamo che queste somme dovrebbero essere impiegate per un progetto che implichicome priorità lo sviluppo dell’impianto sportivo natatorio (a prescindere che vi sia o meno un apporto privato in forma di project odi un classico appalto), scongiurando l’interruzione delle attività se non per tempi minimi programmati e sostenibili.

Senza valutare in questa sede gli elementi di legittimità del project, il progetto precluderebbe per i prossimi venticinque anni ogni possibilità di sviluppo del movimento sportivo ravennate, penalizzando i fruitori della piscina e l’intera comunità ravennate; il progetto, in considerazione delle sue caratteristiche, imporrebbe un’interruzione dell’attività di pubblico servizioper un termine non programmabile ed indefinito, non potendo l’amministrazione comunale essere garante di tempistica certa,in quanto dipendente da circostanze dalla stessa non controllabili; l’interruzione prolungata dell’attività di ristrutturazione avrebbe conseguenze drastiche e non sopportabili dalle società sportive,dagli atleti edalle loro stesse famiglie, imponendo l’azzeramento di fatto dell’attività sportiva.

A fronte di un progetto in cui prevalgono SPA, fitness e ristoranti senza alcun miglioramento degli impianti sportivi, viene prospettata nei comunicati dell’amministrazione comunale un’ incomprensibile esponenziale crescita delle tariffe d’uso della piscina: la politica di incoraggiamento allo sport del nuotodeve essere invece prioritariarispetto ad attività commerciali; le rilevanti preoccupazioni sulle conseguenze del progetto approvatodall’amministrazione comunale sono ormai ampiamente diffuse tra le famiglie dei nostri tesserati che chiedonoa gran voce alle società sportive di farsi portatori delle proprieelementari esigenze di diritto allo sport; a conferma dell’estrema sensibilità degli interessi coinvolti,sono stateattivate iniziative spontanee nella comunità locale attraverso petizioni pubbliche con richiesta di modifica del progetto presentato dai privati.

Appare pertanto necessario che società sportive ed enti di promozione, per senso di responsabilità, assumano una coerente azione unitaria di sensibilizzazione nei confronti dell’amministrazione comunale per la modifica del progetto, senza alcuna caratterizzazione di ordine politico, ma unicamente per soddisfare le esigenze di interesse pubblico sottese nello sviluppo dell’attività sportiva natatoria. 

Tutto ciò premesso 

1. riteniamo che il progetto di fattibilità approvato dall’amministrazione comunale per la piscina di Via Falconieri a Ravenna non possa essere accolto per la sua non rispondenza alle esigenze di crescita del nuoto ravennate, con il rischio anzi di innescare un processo di “retrocessione” di tutto il movimento sportivo ravennate per i prossimi venticinque anni, essendo tra l’altro insostenibile per gli interessi della comunità, l’interruzioneche i lavori imporrebbero all’attività sportiva;

2. in qualità di portatori delle istanze dei nostri tesserati, delle loro famiglie, dei fruitori ad ogni titolo degli impianti, chiediamo all’amministrazione comunale di sostituire il progetto rimettendo al centro la priorità dello sviluppo della struttura “piscina”, ponendo in essere soluzioni adeguate che garantiscano, durante l’esecuzione della nuova struttura, la continuità dell’attività; 

3. sottoponiamo all’amministrazione comunale, ferma ogni decisione di sua esclusiva competenza, la valutazione sulla realizzazione di una nuova vasca a 10 corsie multifunzionale da 51,50 ml. con ponte mobile, trasformabile all’occorrenza in due vasche da 25 ml. o una olimpionica da 50 ml, omologabile per gare nazionali ed internazionali di nuoto, pallanuoto e sincro, adeguando nel contempo le due attuali vasche. La terza nuova vasca potrebbe essere costruita in adiacenza alle due attuali con l’accorpamento di una fascia di area confinante ad Ovest avente già destinazione d’uso sportiva in modo da valorizzare funzionalmente al massimo l’intero complesso; 

4. la realizzazione di una terza vasca comporterebbe la risoluzione dei problemi di interruzione del pubblico servizio e l’opportunità di programmare i lavori evitando interruzioni delle attività nel corso della loro esecuzione riducendone il rischio dell’imponderabilità sui tempi di esecuzione;

5. qualunque progetto che riguardi adeguamento della piscina dovrà essere preventivamente sottoposto dall’Amministrazione comunale agli organi competenti F.I.N. C.O.N.I. F.I.P.S.A.S. per i necessari nulla osta ed omologazioni alle gare nazionali ed internazionali;

6. si costituirebbe in tal modo uno “stadio del nuoto” prestigioso ed innovativo al passo con i tempi ed in coerenza con la tradizione natatoria del Comune di Ravenna, ma soprattutto una struttura di assoluta rilevanza a servizio della collettività ed in grado di fungere da volano nello sviluppo del movimento del nuoto ravennate ed in modo più ampio sull’indotto turistico-imprenditoriale, con il conseguente implemento delle diverse manifestazioni sportive che già si organizzano nell’attuale piscina, (configurando una crescita in termini qualitativi e quantitativi dell’impianto attraverso l’opportunità di ospitare un maggiore numero di atleti ospiti delle competizioni);

7. ritengono essenziale per il buon esito della realizzazione di un così rilevante progetto di sviluppo per la città la condivisione in sinergia tra l’Amministrazione Comunale, a comunità, le società sportive, gli enti di promozione; 

8. i costi delle corsie e dei biglietti d’ingresso alla piscina dovranno essere contenuti e concordati con tariffe di mercato sulla base dei costi medi delle tariffe di altre piscine poste nello stesso contesto della piscina ravennate. Gli aumenti dovranno essere contenuti in relazione all’indicedei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati. E’ inammissibile proporre aumenti secchi del 25% in un solo anno: soprattutto non è pensabile subire un aumento di tariffe per una piscina non adeguata alle esigenze delle società; 

9. si costituisce un comitato di coordinamento permanente unitario delle società sportive, al fine di ricercare un confronto con l’amministrazione comunale. Il comitato deciderà a maggioranzacon tavolo paritetico i mezzi e le dinamiche utili al raggiungimento dei fini preposti, compreso il caso del mancato accoglimento delle suindicate richieste, valutando all’occasione ogni azione possibile presso le competenti sedi. Il comitato di coordinamento si riunirà secondo le necessità e le modalità concordate tra le società sportive costituenti, tramite nel caso un proprio regolamento, ponendo come obiettivo ultimo la soluzione della “questione piscina”; 

10. si trasmette all’Amministrazione comunale copia del presente atto per le sue eventuali determinazioni, contestualmente alla sottoscrizione dell’atto medesimo. 

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