Ravenna, "Blocca trivelle", il mondo dell'Offshore in Comune col presidente regionale Bonaccini

Romagna | 05 Febbraio 2019 Economia
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Erano in centinaia fra imprenditori, lavoratori, rappresentati dei sindacati e delle associazioni economiche questa mattina insieme ai vertici istituzionali di Regione (presente Bonaccini e i tre consiglieri regionali Bessi, Rontini e Bagnari) e del Comune (il sindaco De Pascale). Al centro dell'incontro la protesta rispetto all'emendamento aprpovato al Senato denominato "Blocca trivelle" (in attesa dell'approvazione definitiva alal Camera), che prevede la stop alle ricerche per 18 mesi e l'aumento del 25% dei canoni di concessioni per le ricerche in mare.
«Con una devastante leggerezza, senza alcun confronto e attraverso l’approvazione di un emendamento chiaramente estraneo al Ddl semplificazioni, il Senato ha votato il blocco di un intero settore industriale, quello delle estrazioni, mettendo scientemente in crisi tantissime aziende e migliaia di lavoratori e famiglie e costringendo il Paese a dipendere esclusivamente da fonti importate per l’approvvigionamento di energia, negandogli un futuro di maggiore sicurezza e costringendolo all’asservimento alle multinazionali» ha sottolineato il sindaco De Pascale.
 

Dopo il sindaco sono intervenuti Guido Ottolenghi, direttore Confindustria Nazionale; Angelo Colombini, vice segretario generale Cisl nazionale; Marco Granelli, vice presidente nazionale Confartigianato; Manuela Trancossi, Cgil Ravenna; Paolo Burioli, Cna Ravenna; Maurizio Don, segreteria nazionale Uiltec; Mauro Basurto, Confimi; e il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che ha dichiarato:

 

“Da Ravenna e dall'Emilia-Romagna arriva oggi un segnale molto forte al Governo: stralciate una norma che uccide il settore, bloccando il lavoro e gli investimenti. Si apra immediatamente un tavolo, come abbiamo fatto qui. Servono ascolto e confronto. Ci sono le condizioni per imboccare con più forza la strada della conversione energetica, come stiamo già ndo in Emilia-Romagna e a Ravenna, senza distruggere il lavoro e senza aumentare la dipendenza energetica del nostro Paese”.

"Nella nostra regione il settore vede impegnati 1000 imprese per 10000 occupati, quello del governo è un atto ideologico - ha sottolineato invece Stefano Bonaccini, presidente della nostra Regione -. Il nostro obiettivo è che alla Camera venga cancellato questo provvedimento. Se non succederà siamo pronti anche a ricorrere alla Corte costituzionale, viste le evidenti problematiche che il testo votato presenta. In Italia serve un Piano energentico nazionale, il governo si confronti con i territori, si apra un Tavolo di confronto fra le parti, noi ci siamo".
 
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