Ravenna Basket A2, da Sollazzo al prossimo avversario Rice: OraSì, quanti bei ricordi "a stelle e strisce"

Romagna | 23 Marzo 2019 Sport
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Stefano Pece
Domenica l’OraSì gioca a Jesi la prima delle cinque finali che mancano alla fine del campionato e troverà in maglia Aurora una piccola parte del suo passato. La settimana scorsa infatti, al posto di Dillard, è approdato a Jesi Rayvonte Rice che si è messo subito in luce segnando 29 punti alla Scaligera. Rice è l’ultima guardia americana approdata a Ravenna prima di Adam Smith e fa parte della già nutrita schiera di giocatori a stelle e strisce che hanno vestito il giallorosso nella breve storia di Ravenna in questa categoria. Ad aprire la schiera fu Adam Sollazzo nel lontano 2013. La categoria era l’allora Dna Silver, di fatto la terza serie nazionale, ed era la prima volta che Ravenna poteva schierare giocatori stranieri. Due era il limite, ma la società scelse inizialmente di schierarne uno solo. Arrivò un bianco, faccia da bravo ragazzo, ma sconosciuto, dal nome di chiare origini italiane. Col suo metro e 98 Sollazzo poteva ricoprire i ruoli dall’uno al 4 senza colpo ferire e ci mise poco a farsi apprezzare, anche se era un giocatore con la tendenza a isolarsi e risolverla da solo. Furono 35 le sue presenze in giallorosso fra regular season e playoff, con 34 minuti di presenza media sul parquet e 19.6 punti, 5.7 rimbalzi e 1.7 assist a partita, ed un record personale di 36 punti segnati in gara 1 del play-off con Ferrara. A metà di quella stessa stagione si crearono le condizioni per prendere il secondo americano e arrivò Mike Singletary. Ala piccola che all’occorrenza poteva portare palla e giocare anche da 4, Singletary completò quella stagione con 15 presenze tenendo una media di 14 punti e 9.7 rimbalzi in 30 minuti di presenza, statistiche che gli valsero la conferma. Nella stagione 2014-15 le sue statistiche si alzarono: 30 presenze, 35 minuti di media con 16 punti, 9.2 rimbalzi e 2 assist a partita.
Con Singletary va coppia Emmanuel Holloway. Guardia dal fisico poderoso, Holloway fece subito breccia nel cuore dei tifosi grazie al suo carattere solare e alla sua capacità di coinvolgere il pubblico, ma si fece apprezzare anche in campo con 30 partite giocate, 31 minuti di presenza sul parquet e medie di 13 punti, 3.4 rimbalzi e 2.4 assist con un record di 25 punti contro Matera il 25 gennaio 2015. Le statistiche dei due non bastarono però per la riconferma per la stagione 2015-16. Quell’anno arrivò invece Michael Deloach nel ruolo di guardia. A causa di un carattere complicato, il suo feeling col pubblico non crebbe mai come le sue statistiche che, seppur buone nei numeri, erano spesso frutto di un’impennata nei momenti in cui la partita era già decisa. Chiuse con 30 presenze, 31 minuti, 18.2 punti, 4.8 rimbalzi, 4.7 assist. In coppia con Deloach giocava Taylor Smith, centro undersize di 198 centimetri ma dotato di grandissimi mezzi fisici come un’elevazione impressionante. Diamante grezzo, nella sua prima stagione a Ravenna in 30 minuti su 30 partite Taylor fece registrare 14 punti, 8.3 rimbalzi e 2.7 stoppate, che sarebbero diventate il suo marchio di fabbrica. Martino credette in lui e lo confermò per la stagione 2016-17, anche perché, grazie al suo impegno, diventò in breve tempo il beniamino del pubblico. La stagione 2016-17 fu infatti la migliore, con la squadra che arrivò fino alla semifinale playoff con la Virtus Bologna. In 40 partite giocate, compresi i playoff, Taylor Smith chiuse con 30 minuti di presenza media e 14 punti, 9.3 rimbalzi, 1.5 assist e 2.3 stoppate, il migliore del campionato in questa statistica. La guardia di quell’anno era invece Derrick Marks. Ottimo finalizzatore, Marks arrivò a Ravenna con grandi squilli di tromba e giocò in effetti una buona regular season. Tuttavia si infortunò in gara 1 del primo turno play-off e saltò tutti gli spareggi promozione. Concluse la sua stagione con 35 presenze, 30 minuti, 15.8 punti, 2.7 rimbalzi e 1.7 assist.
E si arriva così alla stagione scorsa, con i saluti di Smith e Marks. Al loro posto dunque sono arrivati due pezzi da novanta come Jerai Grant nel ruolo di centro e Rayvonte Rice di guardia. La società si aspettava grandi cose soprattutto da Grant. Spesso depresso, si è acceso solo raramente chiudendo con 30 presenze, 28 minuti di media, 15 punti e 7.9 rimbalzi. Rice invece era stato preso anche per fare qualche minuto da play, ma ha lasciato subito intendere che non era mestiere suo e che a lui interessava più che altro segnare. A farne le spese è stata soprattutto la Fortitudo che in due gare ha incassato da Rice 58 punti. Alla fine Ray ha chiuso con 18.2 punti di media conditi da 6.4 rimbalzi e 1.4 assist una stagione comunque sottotono. Domenica alle ore 18 Ravenna se lo ritroverà da avversario. Chissà come andrà.
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