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Lugo, archeologi sulle tracce della famiglia «Da Zagonara»

Bassa Romagna | 14 Settembre 2021 Cronaca
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Samuele Staffa
Gli scavi si allargano ed emergono le tracce della comunità che viveva a Zagonara ben prima del castello e della chiesa di Sant’Andrea. Dall’ultima campagna portata avanti negli ultimi mesi dagli archeologi dell’Università di Bologna nella frazione a cavallo tra Lugo e Cotignola sono affiorate diverse abitazioni, tra cui le dimore della famiglia aristocratica «Da Zagonara». Poi oggetti di metallo, ceramica e sepolture che raccontano la vita di 1000 anni fa.

DALLA CHIESA AL CASTELLO
Tutto è partito nel 2009 con la ricognizione di superficie delle nostre campagne, che ha permesso una mappatura dei siti capaci di suscitare l’interesse degli archeologi. Poi, nel 2017, sono iniziati gli scavi veri e propri nel campo ben visibile da via Zagonara, a pochi passi dal cimitero, ma sul lato opposto della strada (nord). 
Qui sono state rinvenute le tracce dell’antica Chiesa di Sant’Andrea e dell’area cimiteriale annessa. Intorno sono emersi il fossato del castello (eretto nei primi anni del 1200 e distrutto dopo la famosa Battaglia di Zagonara del 1424), con alcune strutture in muratura e altre in legno, e alcune zone artigianali dedicate alla lavorazione dei metalli, alla macellazione degli animali o alla macinazione del grano. 

LA FAMIGLIA «DA ZAGONARA»
«Quello che è emerso – spiega Marco Cavalazzi, il ricercatore di Unibo che coordina gli scavi - è una spaccato di vita del periodo basso medievale. In particolare, negli ultimi due anni, con l’ultima campagna, abbiamo rinvenuto tracce di strutture ancora più antiche del castello e della chiesa, databili a partire dall’anno 1000». Si tratta di abitazioni costruite in materiali deperibili, come legno o mattoni romani di reimpiego, che ci parlano del primo nucleo insediativo nato attorno alla chiesa, ben prima della nascita del castello. «Tra queste – aggiunge Cavalazzi - vi sono anche alcune dimore molto ampie: potrebbero essere le residenze dei ‘Da Zagonara’, famiglia influente per almeno quattro generazioni a partire dalla seconda metà del 900: si tratta di un’aristocrazia di medio livello, con un affermato ruolo politico, militare e sociale. Potevano anche contare su ampi possedimenti di terra: lo dimostrano i contratti che li legano ai signori di Imola o ai Conti di Cunio. Probabilmente è a loro che si deve la costruzione della stessa chiesa di S. Andrea».  

UTENSILI E SEPOLTURE
Nell’ultima campagna, oltre alle zone per la lavorazione del ferro nel perimetro del castello, sono stati rinvenuti altri resti ceramici e oggetti della vita quotidiana. Ed è emersa, nella necropoli vicino alla chiesa, un’area funeraria destinata alle sepolture infantili. E la presenza di tartaro nei denti dei defunti, associata alla assenza di carie, lascia presumere una dieta proteica. Dati, riflessioni e congetture che verranno illustrati nell’open day del sito di Zagonara che verrà organizzato per fine settembre, mentre nelle ultime settimane dell’anno verrà organizzata la presentazione ufficiale delle ultime attività. «L’auspicio – conclude il ricercatore - è quello di allargare l’area degli scavi e approfondire quelli esistenti: i depositi si stratificano e vorremmo raggiungere sedimi più antichi rispetto a quelli indagati fino ad ora. E poi vorremmo rendere fruibili a tutti il sito e i tanti reperti rinvenuti».
 
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