L'Abi compie 100 anni, il presidente Patuelli: "Non ci rassegnamo ad un'economia che cresce troppo poco"

Emilia Romagna | 12 Luglio 2019 Economia
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"Le 'fughe all'indietro' come Brexit non portano maggior benessere, ma confusione e incertezze: nessuno può vincere da solo in un mondo globalizzato", ha detto il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, all'assemblea annuale indicando che "l'Italia deve essere co-protagonista di una nuova Europa più democratica e solidale, che cresca unita e rispettosa delle differenze che sono ricchezze del pluralismo di culture, economie e società".

"Il debito pubblico italiano, sempre crescente dalla fine degli anni Sessanta, è la principale palla al piede dello sviluppo e dell'occupazione" e "il suo continuo incremento è la principale causa dello spread" che "impoverisce gli italiani", ha aggiunto. "Non ci rassegniamo ad una economia italiana che cresce troppo poco, quando cresce, mentre aumenta sempre il debito pubblico" né a "uno spread elevato che appesantisce i fattori produttivi".

"E' necessario un più solido clima di fiducia non più minato da regole inapplicabili come il bail in, come ha affermato anche la Banca d'Italia", afferma ancora Patuelli.

"L'articolo 47 della Costituzione - sottolinea - tutela il risparmio: devono essere inattaccabili tutti i depositi che non debbono essere impropriamente scambiati per investimenti".

Presenti anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, oggi a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano, ad ascoltare la relazione del presidente Antonio Patuelli all'assemblea dell'Abi che celebra i 100 anni dell'associazione. L'evento, viene trasmesso in diretta streaming su ANSA.it  e vede anche gli interventi del Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e del ministro dell'Economia, Giovanni Tria. Presenti banchieri, imprenditori, esponenti della politica.

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