Il progetto artistico dei bambini di Ravenna che piace al medico di Lampedusa

Romagna | 07 Giugno 2019 Cronaca
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Quando un giorno, per radio, Alessandra Serafini ha sentito parlare di Iris Grace, una bambina inglese con un disturbo dello spettro autistico e un incredibile talento per la pittura, mai avrebbe immaginato di arrivare dove è arrivata oggi. Ravennate d’adozione, mamma di due figli, Alessandra dopo aver letto il libro scritto su sua figlia da Arabella Carter-Johnson, ha iniziato a proporre ai bambini della città alcuni laboratori artistici ispirati proprio alla vita di Iris. Laboratori che poi si sono allargati ad altri temi e ad altre storie di vita, da Frida Kahlo a Anna Frank, passando per la Venere di Botticelli e Lampedusa. Sabato 8 giugno alle 11 inaugura a Palazzo Rasponi dalle Teste in piazza Kennedy (dove resterà fino al 30 giugno) la mostra «Oltre a noi» che raccoglie le cento opere realizzate dai bambini, insieme ad alcuni dipinti di gruppo. «Oltre a noi», progetto adottato da Arci, è anche il titolo del libro che Alessandra ha realizzato per raccontare il percorso fatto insieme ai 46 piccoli partecipanti. Un percorso toccante, secondo l’ideatrice, che ha raggiunto uno dei momenti emotivamente più alti quando alcuni bambini, sentendo narrare del medico di Lampedusa Pietro Bartolo e della vicenda della piccola Anila descritta nel libro «Le stelle di Lampedusa», hanno immaginato che Bartolo abbia 150 anni, come fosse un eroe mitologio. Ed è proprio Bartolo, neoeletto al Parlamento Europeo, a dire la sua sul progetto proposto dalla mamma di Ravenna: «Sono felice che Alessandra sia riuscita a diffondere la storia di Anila. Scrivo libri proprio per scuotere le coscienze e commuovere le persone. Solo sapendo e conoscendo si può essere liberi e pronti a discernere, così come a capire dove sta la verità. Sapere di arrivare dritto al cuore dei più piccoli mi emoziona. Spesso i bambini vengono imbrogliati su alcuni temi importanti e difficili come le migrazioni, sapere che Alessandra fa l’esatto contrario è qualcosa di splendido». Dal canto suo, Alessandra ha ricevuto molto dai partecipanti: «Mi porto a casa, da questa esperienza, molte emozioni e gli abbracci dei bambini. Mi porto a casa anche le espressioni di Lorenzo, un bambino con un disturbo dello spettro autistico che ha partecipato a un laboratorio insieme alla sua insegnante Laura». E dell’esperienza di Lorenzo parla la mamma, Elisa Brighi: «Mio figlio è stato a suo agio, si è relazionato con gli altri partecipanti e ha trovato un ambiente ideale per le sue esigenze. Sappiamo che l’autismo è un mondo molto ampio e variegato quindi non posso parlare per tutti. Ma lui si è trovato benissimo». L’idea di Alessandra, ora, è entrare sempre più spesso nelle scuole per fare in modo che altre competenze e sensibilità contribuiscano ad estendere il percorso su altri fronti, come quello della disabilità: «Questo non può essere il mio progetto e basta. Mi piacerebbe che venisse adottato, come per esempio ha fatto Arci a Ravenna e farà Arci a Bologna, in una sorta di gemellaggio tra assessorati alla Scuola. Il valore non è dato da me ma dalla luce dei bambini, dal loro superare paure e pregiudizi». Un’esperienza importante, a scuola, Alessandra l’ha fatta con la II B della primaria Pascoli, dove l’insegnante Barbara Castagnoli ha fatto entrare in classe il progetto: «Dopo avere ascoltato la storia di Iris e ispirandosi anche al cinquantesimo dello sbarco sulla Luna sul quale abbiamo lavorato quest’anno, i bambini si sono lasciati andare realizzando la tela collettiva “Arcobaleno nello spazio” che verrà esposta nella mostra. Un’esperienza bellissima nella quale hanno potuto esprimersi senza vincoli né imposizioni». (s.manz.)
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