Flavia non ha più paura dei cani e balla pure la dog dance

Romagna | 22 Maggio 2019 Mamma Mia!
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Quando Katia ha incontrato Flavia per la prima volta, lei non usciva nemmeno da scuola se fuori c’era un cane, perché ne era terrorizzata. A chiamare Katia Savini, educatrice cinofila, è stata una delle maestre di Flavia, una bambina con disabilità cognitiva: «La classe - racconta Katia - doveva uscire dall’edificio scolastico per raggiungere la biblioteca e se Flavia sentiva abbaiare, si bloccava. L’obiettivo prefissato per quell’anno era di farle superare la paura, ma poi abbiamo ottenuto molto di più». Inizia così il primo ciclo di incontri con Sole, un incrocio golden retriever. Siamo nel 2015 e Flavia è in quarta elementare: «Dallo stare sedute in palestra, distanti dal cane, a guardare libri e immagini di Sole, siamo passate ai comandi a distanza e poi a spazzolarla mediante la mia mano e quella dell’insegnante. A un certo punto, noi abbiamo tolto le mani, ed è rimasta Flavia a contatto con Sole».
L’anno dopo Katia sfrutta la passione di Flavia per il ballo: «Oltre che prendersi cura di Sole, Flavia ha ballato con lei secondo la disciplina della Dog Dance. Abbiamo realizzato uno spettacolo per la festa di fine anno coinvolgendo tutta la classe». Raggiunta l’adolescenza e la scuola media, che Flavia frequenta all’I.C.Europa di Faenza, Katia si rivolge a Martina Tarlazzi, pedagogista, specializzata in progetti inclusivi e cura di sé, per insegnare a Flavia a diventare autonoma. Prepararsi, vestirsi e prendersi cura non solo di Sole ma anche di altri due cani diventano i nuovi obiettivi: «L’idea del progetto “Il piccolo principe”– racconta Martina – è nata dalle esigenze di Flavia e la verifica di quanto ottenuto l’abbiamo avuta attraverso le foto realizzate da Isacco Emiliani che si sono focalizzate sui punti cruciali del percorso di Flavia».
La mostra fotografica è poi entrata negli spazi dell’arte, prima al Mic e poi al Salone delle Bandiere di Faenza: «Volevamo portare il tema della disabilità nei luoghi deputati alla bellezza – sostengono Katia e Martina - per dare dignità a tutte le persone». 
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