Faenza, nel 2019 due mostre importanti al Mic con Picasso e Barcelò protagonisti

Romagna | 17 Dicembre 2018 Cultura
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Un anno di grandi mostre. Il 2019 del MIC di Faenza è all'insegna di progetti originali prodotti dal Museo stesso e finalizzati alla valorizzazione delle sue collezioni permanenti. Fino al 28 aprile prosegue “Aztechi, Maya, Inca e le culture dell'antica America". Una mostra ideata e curata da Antonio Aimi e Antonio Guarnotta intorno alla collezione del MIC di Faenza, che possiede oltre un migliaio di reperti in ceramica e tessili di cultura precolombiana. Legata alla mostra sono stati ideati moltissimi percorsi didattici e ogni domenica alle 10.30 sarà possibile seguire una visita guidata (con soli 3 euro in più oltre al prezzo del biglietto).  
A fine maggio (la data di inaugurazione è ancora in via di definizione) il Museo Internazionale delle Ceramiche ospiterà la prima antologica dedicata alla produzione in ceramica dell'artista spagnolo Miquel Barceló. Uno degli artisti spagnoli più importanti della scena contemporanea spagnola neo espressionista e gestuale degli anni 80, Miquel Barceló comincia la sua sperimentazione con la ceramica a metà degli anni 90 in Africa. Trasferisce sulla ceramica il suo amore per la pittura e per le culture primitive. La mostra a cura di Irene Biolchini e Cécile Pocheau Lesteven sarà un progetto eccezionale ed unico pensato e ideato per il museo faentino dove le opere dialogheranno con la collezione permanente del museo e in particolare con la sezione dedicata alla ceramica faentina.
Infine il 1° novembre apre al pubblico la mostra più attesa dell'anno: "Picasso. La sfida della ceramica", a cura di Harald Theil e Salvador Haro, con la partecipazione di Claudia Casali e Valentina Mazzotti, realizzata in collaborazione con il Musée Picasso di Parigi. La mostra prevede il prestito eccezionale di 60 pezzi unici provenienti dal museo parigino e fa parte del progetto “Picasso Mediterranée” che in due anni ha portato in Europa la realizzazione di oltre 40 eventi e oltre 100 istituzioni coinvolte. Il MIC di Faenza possiede già diverse opere del maestro, donate da Picasso stesso per contribuire alla ricostruzione della collezione contemporanea distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.  La mostra a Faenza analizza per la prima volta le fonti di ispirazione di Picasso con i grandi classici, proprio a partire dai manufatti presenti nelle collezioni faentine.
In parallelo nella Project Room, la piccola sala espositiva che il Museo riserva a progetti speciali,  fino al 17 febbraio saranno esposte 24 opere donate da Enrico Camponi. La collezione presenta una selezione di ceramiche di Vietri sul Mare appartenenti al cosiddetto “periodo tedesco” tra gli  anni 20 e '30  del Novecento, con opere di Guido Gambone, Richard Dolker, Leo Anzengruber, Elsie Dolker.
Successivamente a partire dal 23 febbraio nella stessa sala saranno esposte le maioliche della collezione Correr restaurate del laboratorio di restauro del MIC le cui restauratrici, finalmente dopo 10 anni di attesa hanno visto la nascita e la conseguente iscrizione all'ordine nazionale dei restauratori ceramici. Il restauro realizzato grazie al sostegno di Venice in Peril, è stato lungo e complesso e a riportato a splendere 18 maioliche appartenenti ad una delle più importanti collezioni nazionali italiane di ceramiche rinascimentali di manifattura centro italiana.
L'importanza del lavoro del laboratorio di restauro del MIC culminerà il 29 novembre con un convegno dedicato al restauro ceramico, realizzato in collaborazione con OPD e ISCR, per celebrare i 40 anni di attività. Inoltre a giugno il MIC sarà presente a Torino alla conferenza internazionale sul patrimonio organizzata da ECerS, con un intervento sui temi della conservazione, in collaborazione con ISTEC-CNR.Sempre nella Project Room verrà ospitato poi il risultato della residenza d’artista del Faenza Art Ceramic Centre, con conseguente donazione di un’opera per le collezioni contemporanee del MIC.
Sul versante internazionale anche quest'anno il MIC di Faenza è stato coinvolto nella proposta di due progetti culturali finanziati dall'Unione Europea e presentati come capo progetto dal Porzellanikon di Selb, in Germania, che sono ancora in attesa di accettazione.  Il primo è l'ideale proseguimento di "Ceramics and its dimensions" ed ha come obiettivo il racconto delle origini del design ceramico e dello sviluppo delle principali manifatture ceramiche europee, individuare la loro peculiarità per porre le basi per una storia della produzione europea. Al progetto si aggiungerà la preziosa collaborazione dell'ISIA di Faenza.
Il secondo progetto organizzato insieme a partner soprattutto dell’Europa Centrale e dell’Est Europa è più dedicato alla produzione e vedrà il coinvolgimento del settore strettamente manifatturiero.
 
 
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