Faenza, l’esperienza di «Palazzo Borghesi» sulla disabilità che coinvolge una ventina di ragazzi

Romagna | 02 Marzo 2019 Cronaca
Sandro Bassi - Da tre anni esiste l’esperienza di «Palazzo Borghesi Living Lab», progetto finanziato con risorse regionali e rivolto a famiglie con membri affetti da disabilità più o meno gravi. Come indica il nome, la sede è costituita dal restaurato Palazzo Borghesi, in via Tonducci tra via Cavour e vicolo Montini. Il progetto è gestito in convenzione fra Unione dei comuni della Romagna faentina e un raggruppamento temporaneo di impresa costituito dal Consorzio «Sol.co» di Ravenna e la Ceff «Francesco Bandini». «I nostri utenti sono una ventina - spiega Letizia Minardi della Ceff «F. Bandini» - e fanno un percorso di apprendimento e di abitudine all’autonomia: in pratica utilizzano i due appartamenti che abbiamo come una sorta di palestra dove imparano, gradualmente, a stare insieme e a fare piccole incombenze domestiche; possono dormire lì o tornare a casa a una certa ora a seconda del loro grado di disabilità…». «Posso far notare - aggiunge sorridendo, con una battuta che però ha del vero - che ad esempio imparano a stirare, cosa che tanti uomini perfettamente normali non sanno fare o comunque non fanno». 
Dall’esperienza di Palazzo Borghesi nasce il ciclo di cinque incontri «Famiglie abili per figli capaci», proprio per promuovere il confronto fra chi è impegnato tutti i giorni in tali sfide e quanti sono, a vario titolo, interessati ad uno scambio culturale e di esperienze. In altre parole si tratta di conferenze aperte a tutti ma particolarmente rivolte ad operatori, educatori, insegnanti (anche e soprattutto di sostegno) e, ovvio, alle persone con disabilità familiari. Gli incontri si terranno tutti presso gli ex Salesiani (Faventia Sales: ingresso a piedi da via San Giovanni Bosco o in auto da via Mura Torelli) e sono organizzati dal lavoro comune di Sol.co Ravenna e Ceef «F. Bandini» con Anffas, Anmic-Sìstareinsieme e Genitori Ragazzi Down. 
Si inizierà sabato 2 marzo (ore 10-12.30) con la psicoterapeuta Maria Cristina Pesci che tratterà «Come affrontare il cambiamento»: possibili criticità in una famiglia che abbia una persona con disabilità nei diversi passaggi dalla nascita alla vita adulta. I successivi incontri, sempre di sabato e con lo stesso orario, saranno il 30 marzo, con lo psichiatra Luigi Croce che parlerà di «Adultità della persona in generale con focus sulla persona con disabilità»; il 6 aprile con la pedagogista Katia Tonnini con «Strategie di sopravvivenza» (come gestire i comportamenti-problema a casa e nei contesti di vita quotidiana); l’11 maggio con la dottoressa Sara Valerio su «Relazione nella coppia genitoriale» (anche con film e dibattito) e infine l’1 giugno con «World Cafè per le valutazioni del percorso». 
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