Faenza, la storia di "Piccola Betlemme", una cucina davvero solidale

Romagna | 22 Febbraio 2019 Cronaca
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Si arricchisce di un nuovo importante sostegno il progetto «Piccola Betlemme», attivo da ormai due anni nella città di Faenza. Conad La Filanda ha infatti deciso di effettuare una donazione pari a un anno di forniture di viveri alla cucina solidale, che ogni domenica e venerdì serve sessanta pasti caldi ad altrettante persone in difficoltà nei locali della parrocchia di Sant'Antonino di Faenza nel quartiere Borgo Durbecco.
Gli ospiti sono persone «di strada», uomini e donne che vivono, per un motivo o l'altro ai margini della società, i cosidetti «invisibili» dalla opinione pubblica.  Persone che trovano non solo cibo, anche da asporto, ma soprattutto calore umano. «Piccola Betlemme» significa «casa del pane» e dopo un periodo di distribuzione di cibo itinerante, in cui i responsabili andavano alla ricerca di queste persone invisibili, l’iniziativa ha messo radici stabili.
Lo sviluppo del progetto tenta di coinvolgere anche gli stessi ospiti, dal momento che nelle fragilità, normalmente la dignità è il primo passo per il riappropriamento della autosufficienza personale. Chi è interessato viene coinvolto alla collaborazione nella gestione della cucina e della sala pranzo, per far in modo che si crei quel focolare domestico, che non conoscono più, o non hanno mai potuto conoscere. L’auspicio è quello di dare all’iniziativa una continuità giornaliera, per questo l’iniziativa è aperta a tutti coloro che intendono dare un contributo e agli sponsor che ritengono di donare cibo e materiali.
«Non vogliamo solo dare assistenza - dicono i responsabili Camilla Marangon e Luca Venturi, marito e moglie –, ma innescare un processo di condivisione e crescita, che faccia sì che come dice Papa Francesco, nessuno si lasci rubare la speranza. Siamo orgogliosi che Maurizio Pelliconi, responsabile del Conad La Filanda, abbia condiviso questo nostro ideale, con un atto di solidarietà concreto».
 
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