Faenza, il lato sociale della moda con "Dress again", il progetto di Maddalena e Barbara

Romagna | 10 Giugno 2019 Cronaca
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Fabrizia Montanari - Maddalena Guazzolini e Barbara Lanzoni. Le guardi e ti sembra che l’età adulta ancora non sia affar loro e invece ti parlano con la sicurezza di chi ha già molta esperienza e tanto lavoro sulle spalle. E determinazione anche, quella che, quando c’è una difficoltà, le porta a rimboccarsi le maniche per riuscire insieme a superarla ancora meglio. Nell’associazione «Farsi Prossimo» emanazione dalla Caritas diocesana, Maddalena, classe 1981, laurea in fisica con master interculturale, coniugata, due figlie, è coordinatrice dei richiedenti asilo e ideatrice del progetto «Dress Again»; Barbara, 32 anni, antropologa, coniugata, un figlio e un altro in arrivo, raccolto il testimone da Maddalena nel 2018, oggi coordina la gestione del negozio e degli eventi sul territorio a cui partecipano. Se vi trovate a passare da via Sant’Ippolito a Faenza, al civico 17/19, noterete due vetrine ricche di colori e di primaverili farfalle che fanno da cornice a tanti abiti e tanti accessori, borse, scarpe, bijoux. Perché «Dress Again» è un negozio, certo, con prezzi «a offerta libera» davvero molto inferiori alla media, ma è anche qualcosa di più.
Com’è nato «Dress Again», Maddalena?
«Un progetto, nato nel 2016 e finanziato inizialmente con i fondi dell’8xmille, con un duplice intento: dare una seconda opportunità agli indumenti che arrivano in Caritas grazie alle donazioni, alcuni dei quali davvero belli e in buono stato, anche di marca (da qui il nome “Dress Again”)  e una possibilità di integrazione ai richiedenti asilo. Essi possono infatti intraprendere un percorso di formazione che fornisca loro capacità in mansioni diverse: addetti alla vendita, a fianco di volontari, oppure sartoria».
Esiste quindi anche un laboratorio dove gli abiti vengono rimodellati?
«Si, in via Cavour, dove donne ospiti del Centro di Ascolto Diocesano che, per motivi diversi, al momento non hanno un’occupazione si avvalgono dell’insegnamento e della guida della sarta Maria Teresa Dal Pozzo dell’associazione culturale faentina “Maria Bianconi”. Caritas continua comunque anche a donare i vestiti ai bisognosi, ma visto che la quantità donata dai cittadini supera la domanda, è stato possibile iniziare questa attività».
Barbara, oggi è lei coordinatrice: quante sono attualmente le persone impegnate? E come si svolge il vostro lavoro?
«Abbiamo una quindicina di volontarie, tra cui 5 ragazze in sartoria e altre al negozio di via Sant’Ippolito. Due volte a settimana smistiamo i vestiti nel nostro magazzino, scegliendo quelli recuperabili, Maddalena si occupa della selezione delle richiedenti asilo per la sartoria e poi c’è la parte che riguarda le riunioni con i volontari, le diverse personalità da far interagire in armonia per la buona riuscita del lavoro, il reperimento di fondi da reinvestire nell’attività e in Caritas e l’organizzazione della nostra partecipazione ad eventi esterni, come la prossima Fiera del Baratto di Faenza (13 giugno ore 16-20 Parco Tassinari via Cavour), o la recente Cena itinerante, le varie fiere del vintage sul territorio e l’evento clou dell’anno, la sfilata di cambio stagione in collaborazione con Atelier Be di Faenza che l’anno scorso ad ottobre ha riunito a Palazzo delle Esposizioni una trentina di giovani modelle/modelli per sfilare gratuitamente coi nostri abiti rimessi a nuovo, davanti ad un numero impressionante di spettatori, circa 600».
E chi acquista in genere i vostri abiti?
«Persone di età diversa, ma anche di fasce sociali differenti. Alle nostre volontarie capitano spesso signore che normalmente fanno acquisti di abbigliamento altrove, ma che trovano qui capi sfiziosi e originali a prezzi stracciati per qualche occasione particolare e che si fanno consigliare volentieri, poi diventano amiche e tornano a fare due chiacchiere e a fare acquisti».
Vestite anche gli uomini?
«Eccome!!! E miriamo a farci conoscere di più dai giovani, nella fascia d’età che va dai 16 ai 25 anni».
La prossima sfilata?
«In autunno, quasi certamente negli spazi di Faventia Sales».
Altri progetti per l’immediato futuro?
«Trovare un nuovo locale per il negozio, in modo da diminuire le spese di locazione». 
 
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