Faenza, fino al 25 marzo su «aste24.it» quasi 350 oggetti smarriti in possesso del comune

Romagna | 16 Marzo 2019 Cronaca

Damiano Ventura - Un sacco di peluche, una valigia piena di indumenti, un apparecchio per la magnetoterapia e chi più ne ha più ne metta. Gli oggetti ritrovati in ogni città, abbandonati o smarriti, sono tantissimi e certamente i più disparati. 
La legge in questo senso è molto chiara e impone che i comuni pubblichino in un apposito albo il rinvenimento di tali oggetti, in modo che possano essere reclamati dai legittimi proprietari. Cosa succede però quando i telefonini, gli attrezzi, le biciclette e tutto ciò che è stato ritrovato non viene richiesto da nessuno? Molto spesso accade che gli oggetti rimasti senza proprietario restino nei depositi comunali per tanto, tantissimo tempo fino a quando, decorso un tempo tecnico, i comuni bandiscono un’asta per liberare i magazzini e per abbattere i costi di deposito. Da qualche giorno, è così iniziata l’asta per la vendita degli oggetti smarriti e ritrovati nel territorio faentino.
L’unica particolarità riguarda però il fatto che questa volta non si tratta di un’asta tradizionale. «Non è la prima volta che il comune di Faenza indice un’asta per gli oggetti rinvenuti - commenta l’assessore Claudia Zivieri - ma è innovativo il sistema che è stato utilizzato questa volta, ovvero quello di usufruire delle aste on line. Di norma questo tipo di aste sono seguite e partecipate anche in forma tradizionale ma con l’ausilio della rete contiamo di incrementare ulteriormente il numero degli interessati». 
Faenza peraltro è uno dei primi comuni in Italia ad aver adottato l’utilizzo del sistema online, probabilmente anche grazie al fatto che il sito sul quale si possono acquistare gli oggetti rinvenuti, fa parte del network «It Auction», fondato qui in Romagna qualche anno fa e già operante su scala nazionale. A occuparsi in questo caso della vendita degli oggetti e più in generale di tutto il sito «aste24.it», è la faentina, Federica Silimbani che spiega «il comune di Faenza si è dimostrato all’avanguardia e lungimirante. Personalmente credo che pubblicare online gli oggetti sia una buona cosa in quanto si dà la possibilità a chi non è di Faenza ed a chi non è informato sulle aste, di poter partecipare lo stesso». 
In realtà, lo stesso comune di Faenza, si era già rivolto al network per quanto concerne la ricerca di manifestazioni di interesse, nel caso specifico per lo storico palazzo attribuito alla famiglia dei Manfredi: Casa Caldesi. 
«La collaborazione con il comune - continua Silimbani - è nata precisamente in quel frangente. In rete, oggi, gira tutto più velocemente. Con le aste degli oggetti smarriti in possesso del comune di Faenza abbiamo avuto un’esplosione di offerte solo nel primo giorno. Siamo partiti con prezzi di vendita molto bassi perché non esiste uno strumento che dia un valore reale ad un oggetto usato, quindi il valore di tale oggetto lo dà l’interesse dell’acquirente. E’ l’essenza stessa dell’asta. Solo dopo poche ore avevamo la stragrande maggioranza dei lotti con almeno un’offerta, e quindi sicuramente quei lotti, alla fine,  saranno venduti». 
L’asta rimarrà aperta on line fino al 25 marzo.
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