Faenza 2020, l'assessore Piroddi (Insieme per Cambiare): "Sarà determinante un rinnovato civismo"

Romagna | 17 Aprile 2019 Politica
Assessore Domizio Piroddi, dieci anni fa «Laboratorio Faenza» rivoluzionò il panorama politico faentino. Verso il 2020 c'è bisogno di un'iniziativa del genere?
«L'esperienza di "Laboratorio Faenza" fu significativa ed io (con altri amici) mi sono avvicinato alla politica proprio in quell'occasione e da lì nacque la lista civica di cui ancora faccio parte. C'era molto entusiasmo e si riuscì a far diventare sindaco un "civico", che però nel 2014 si iscrisse al Pd, mentre io ed altri rimanemmo civici, per poi ripresentarci alle elezioni del 2015 ottenendo gli stessi voti del 2010, consolidando la nostra posizione di quarta forza politica a Faenza, eleggendo sempre due consiglieri comunali, ma su un Consiglio ridotto da 30 a 24 componenti, quindi con più peso politico. L'esperienza di “Laboratorio Faenza” non è più riproponibile nello schema del 2009/2010, perchè il quadro politico è notevolmente cambiato e c'è necessita di una diversa formula che metta più al centro il civismo».
Nell'ultimo anno di legislatura la giunta che progetti metterà in campo? In molti chiedono un cambio di passo verso le elezioni...
«Nell'interesse della comunità, la giunta lavora come non avesse scadenza, nel senso che la progettualità e l'azione amministrativa raramente rilascia i suoi effetti in breve, ma si protrae su più anni, si veda ad esempio la riqualificazione dell'area della Stazione, cominciata circa un anno fa e che vedrà i suoi buoni frutti dopo la fine di questa legislatura. Alcune azioni sul versante sicurezza, dalla mia compagine politica molto sentita, potranno essere invece messe in campo con più immediatezza, si veda ad esempio l'installazione di una moltitudine di telecamere di sorveglianza nei parchi o viali».
Il Pd a trazione «zingarettiana» guarda sempre più a sinistra. A livello locale si possono aprire spazi in più per «Insieme per cambiare» o no?
«A Faenza non mi pare che al momento, dopo le primarie, sia cambiato qualcosa, anche se alcuni esponenti del Pd hanno già esposto loro simpatie per un più attento sguardo verso l'area più a sinistra. “Insieme per Cambiare” è e rimarrà civica e tantissime persone apprezzano questa collocazione, perchè non entriamo nel triste dibattito politico nazionale e ci occupiamo principalmente dei problemi locali, cercando con passione e servizio di dare risposte concrete alle esigenze dei faentini. E' oltremodo evidente che per la nostra formazione politica vi sono praterie di opportunità per aumentare il consenso, cosa che già adesso tocchiamo con mano».
Verso il 2020 sono già nate in città alcune associazioni di profilo politico (FaenzaFuturo, Faenza4020, ecc). Colmano un vuoto dei partiti o no?
«C'è assolutamente necessità di colmare il vuoto dei partiti che hanno deluso, di volta in volta, l'elettore, che oggi sempre più si trincea nell'astensionismo ovvero si vede costretto a votare quello che considera il meno peggio. L'impegno del cittadino in politica è inoltre frenato da una particolare ed ingiustificata "cattiveria" che attraversa l'odierna fase politica, cioè non appena ci si allinea ad un partito tradizionale si viene purtroppo tacciati di essere dei "pidioti" o dei "fascioleghisti" o dei "pentagrullini" (basta guardare i social), risultando così odiati o vilipesi dal 70-80% della popolazione, senza che si ponga preliminarmente il problema dei contenuti. Mi pare che le associazioni nella domanda descritte in realtà siano emanazioni di formazioni politiche tradizionali, la prima di area Mdp/Leu, mentre la seconda più affine al Pd (di area renziana) viste le partecipazioni ed adesioni dei vari esponenti politici partitici locali. Secondo me, l'elettore faentino vorrebbe che la prossima Amministrazione fosse formata da persone che prima di tutto abbiano dimostrato di aver già fatto qualcosa nella loro vita privata e che si impegnino poi a trasportare le loro capacità ed il loro impegno del "fare" nell'attività amministrativa. Questo è il nostro impegno: dare spazio e valorizzare i cittadini che possano concretamente mettere a disposizione la loro esperienza per la risoluzione dei problemi della Città, che pongano al primo posto il "servizio per la comunità", senza dover sottostare a imposizioni partitiche/ideologiche, ma solo ad un confronto fra persone che devono avere solo ed esclusivamente a cuore un buon governo amministrativo. Questa nostra proposta, che già tempo sottoponiamo ai faentini, sta trovando sorprendenti adesioni, al di là delle aspettative che ci eravamo prefigurati, segno di un'evidente stanchezza delle formule politiche tradizionali». (m.p.)
 
 
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