Cotignola, torna l’Arena delle Balle di Primola, fra l’opera, Nada e l’«arte di fiume»

Romagna | 10 Luglio 2019 Cultura
Sandro Bassi
Paglia, lucciole, musica, spettacoli, land art (ma qui dicono «arte di terra e di fiume»), utopia e somari che volano. Ci avviciniamo alla partenza dell’undicesima edizione dell’«Arena delle Balle di Paglia» di Cotignola, sulle rive del Senio, anzi, laddove il Canale emiliano-romagnolo lo incontra. Il tema di quest’anno - virtuale ed evocativo, perché siamo in campo filosofico e onirico - è «i somari che volano», con riferimento all’impossibile e a quella dimensione favolistica che in fondo è la più importante dell’Arena. «Un’Arena - dice l’instancabile promotore Mario Baldini - che esiste e non esiste, proprio come un somaro che vola, come l’asino di Giordano Bruno che è un animale socratico, umile e non superbo perché sa di non sapere. Allo stesso modo ci muoviamo noi, che accanto a una parte concreta, quella organizzativa, vogliamo continuare ad avere la parte visionaria, che anzi consideriamo più importante. Siamo matti e infantili, come gli asini che volano e come tutti quelli che in un’epoca fatta di rancori e diffidenze si ostinano a sorridere e a voler fare sorridere».
Si parte all’alba di sabato 6 luglio con la tradizionale raccolta delle balle nel podere degli Zvèn, in via Pentiti, raccolta preceduta dal concerto per forcali con il quintetto dei Siman Tov. Per l’Arena vera e propria bisognerà aspettare giovedì 11, con l’esordio in Casa Ercolani (proseguire a piedi per breve tratto dal parcheggio del campo sportivo lungo la stessa strada, via Cenacchio) alle 20 con Antonio Catalano che «inviterà a visitare il suo villaggio fragile, costruito nel cortile della casa, mentre nei campi si aggirerà El Bechin, un clown muto che scarrozza i defunti tra le carraie dei campi e risveglia burattini d’oltretomba con balli sregolati». Alle 20.30 sul palco dell’Arena comparirà il Fantasma dell’Opera di Fabio Pignatta, mentre alle 21.30 andrà in scena l’opera lirica «Cenerentola» di Gioacchino Rossini con l’orchestra Corelli: la scenografia è originale e concepita appositamente per l’Arena, i costumi sono in cartapesta (incluso l’asino che vola fin sulla vetta di un campanile) ideati dal regista Lorenzo Giossi.
Venerdì 12 al Ridotto Balle incontro con Pietro Del Soldà di Radio 3 (conduttore di «Tutta la città ne parla»), autore di «Non solo cose d’amore: noi, Socrate e la ricerca della felicità» (2018, ed. Marsilio). Dalle 20.30 a Casa Ercolani Giuseppe Sangiorgi e Alfonso Nadiani discorrono di sesso in dialetto, in compagnia degli Scaricatori, «tre musicisti ispirati a Secondo Casadei ma con un altro liscio». Nel frattempo (e fino alle 23), nel boschetto del canale che conduce alla Golena dei Poeti, piccolo teatro d’ombre con mostri di nebbia per bambini coraggiosi, spettacolo di tre minuti per uno spettatore alla volta a cura dell’Officina A_ctuar di Ferrara. Ma sarà l’attesissimo concerto di Nada, dopo le 21.45, a catalizzare la serata: la cantante toscana presenterà il suo ultimo disco («E’ un momento difficile, tesoro») con dieci canzoni nate negli abissi del suo io più nero e profondo.
Nei giorni successivi (ma riferiremo in dettaglio nel prossimo numero) ci saranno ancora mostri di nebbia per bambini, trebbi e narrazioni teatrali leonardesche, la proiezione de La corazzata Potemkin in versione restaurata («depurato dai luoghi comuni fantozziani - dicono gli organizzatori - è veramente di una bellezza pazzesca») e, come sempre, incontri con autori e concerti fra lucciole e rugiada.
A latere, tutte le sere, Casa Belvedere trasformata in «casa della fotografia» con Daniele Casadio e Stefano Tedioli, land art varia («sculture realizzate sul posto che durano il tempo della festa»), la Casa del Silenzio realizzata nel 2018 da Oscar Dominguez e restaurata per l’occasione, poi «Agramadora», la fontana del Fisico e una «via delle capanne dove nascono ragni trapezisti».
Al ristoro, come sempre, provvederà il «Bar delle Acacie» dalle 19 in poi: piadine con salumi, formaggi e verdure, patate fritte, macedonie, vino, birra e succhi di frutta.
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