Cinque incontri alla Classense, da Cameron ad Enia, per «Scritture di frontiera»

Ravenna | 12 Marzo 2019 Cultura
Cinque incontri per raccontare ai giovani, ma non solo, il mondo attuale: alla biblioteca Classense torna, dal 13 al 27 marzo, Scritture di frontiera, la rassegna nata dalla collaborazione tra ScrittuRa festival, assessorato all’Immigrazione del Comune di Ravenna, Amnesty International e Istituzione Biblioteca Classense con la direzione artistica di Matteo Cavezzali. Tra gli ospiti importanti personalità internazionali come il premio Pulitzer Jhumpa Lahiri e lo scrittore Peter Cameron per comprendere meglio come superare il concetto di confine.
Mercoledì 13 marzo alle 18 Peter Cameron parlerà di Gli inconvenienti della vita (Adelphi), due racconti diversi, ma uniti dallo stesso malessere. Il malessere sottile che si allarga come una crepa nella vita in comune di due uomini, e la lunga guerra «misteriosa e mai dichiarata» in cui può trasformarsi un matrimonio di vecchia data. Incisive, levigate, battenti eppure sempre appropriate, le parole di Cameron raccontano con precisione chirurgica il momento esatto della presa di coscienza in cui lo scorrere placido della vita diventa tempesta feroce.
Lunedì 18 alle 18 lo scrittore, attore e regista teatrale Davide Enia parla di Appunti per un naufragio (Sellerio), un insieme di voci a cui l’autore ha dato ascolto in prima persona per raccontare la disumana tragedia degli sbarchi a Lampedusa. Dà voce a testimoni, volontari, personale medico, uomini della Guardia Costiera, a Paola e Melo che ospitano Enia ogni volta che torna sull’isola. Nell’intreccio con tutte queste voci che testimoniano il dolore collettivo, viene inserito qualcosa di intimo, personale, e forse più difficile da affrontare.
Mercoledì 20 marzo alle 18 sarà invece la volta del genetista e docente universitario Guido Barbujani con Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino): l’immaginario testimone di un viaggio iniziato sei milioni di anni fa racconta «ci siamo divertiti - ripete sempre - non si stava mai fermi!». Dal primo passo - quello di scendere dagli alberi - alla lunga catena di migrazioni attraverso la quale i nostri antenati hanno colonizzato il pianeta. Nella genetica, la guida per ricostruire una diaspora mai conclusa, espressione del nostro ancestrale nomadismo.
Sabato 23 marzo alle 11 arriverà l’autrice Premio Pulitzer Jhumpa Lahiri per parlare di Dove mi trovo (Guanda). «Sono io e non lo sono, vado via e resto sempre qui. Questa frase scompiglia brevemente la mia malinconia come un sussulto che fa oscillare i rami, che fa tremare le foglie di un albero» ha detto l’autrice, figlia di indiani, residente a New York.
Infine mercoledì 27 marzo alle 18 l’ultimo ospite di Scritture di Frontiera sarà Federico Faloppa Razzisti a parole (per tacer dei fatti) (Laterza). Il razzismo - quello più subdolo, quello a parole - è uno spettro che s’aggira per l’Europa. Federico Faloppa dialogherà con Luca Cortesi di Amnesty Ravenna.
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