Caso Siri, ipotesi di riciclaggio a San Marino secondo un’inchiesta di Report

Emilia Romagna | 06 Maggio 2019 Cronaca

Il caso del sottosegretario Armando Siri che sta mettendo a rischio la tenuta del governo italiano trova ora una “sponda” anche a San Marino con una inchiesta di Report che sarà trasmessa questa sera alle 21:20 sui Rai Tre e che vede però degli anticipi da parte dell’Ansa e del TG3 stesso.

Da quanto spiega nell’anticipo il conduttore di Report Sigfrido Ranucci e che riporta anche l’ANSA, il sottosegretario Siri avrebbe “acquistato per la figlia una palazzina a Bresso, vicino a Milano, con 585mila euro provenienti da un mutuo acceso presso una banca di San Marino ed il notaio che ha stipulato l’atto ha segnalato la compravendita come operazione sospetta di riciclaggio”.

L’inchiesta di Report porta le firme di Claudia Di Pasquale con la collaborazione di Lorenzo di Pietro, Norma Ferrara e Aldo Ciccolella e visto che “il senatore Siri ha alle spalle un patteggiamento per bancarotta fraudolenta, ha avuto un immobile pignorato nel 2011 dall’Inpgi, ha dichiarato nel 2017 25mila euro di reddito, ci siamo chiesti con quali garanzie sia stato erogato questo mutuo”.

Mentre il sottosegretario rilascia una nota in cui spiega che sarebbe invece “Tutto regolare, se diffamato querelerò” in quanto “non vi è alcuna irregolarità nell’acquisto dell’immobile a cui si riferiscono le anticipazioni di Report”. “I fondi sono frutto di un regolare mutuo erogato nel pieno rispetto di tutte le norme bancarie – ha aggiunto Siri -. Anche i dettagli di questa operazione saranno spontaneamente forniti all’autorita giudiziaria qualora ritenuti di interesse”, ha concluso l’esponente del governo.

Scrivono infine sull’argomento Repubblica e l’Huffingtonpost.it: “… in base alle verifiche effettuate, i soldi ottenuti per l’acquisto della palazzina provengono da un conto intestato a Siri presso la Banca Agricola Commerciale di San Marino, il cui direttore dallo scorso luglio è Marco Perotti, uomo molto vicino al sottosegretario”. “A gestire l’acquisto della palazzina è l’agenzia immobiliare di Policarpo Perini che nel 2013 era candidato come sindaco di Bresso proprio con il partito fondato da Siri, Italia Nuova. Policarpo è anche padre di Marco Luca Perini, a capo della segreteria di Siri al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

Nel frattempo si è anche appreso che la Procura di Milano avrebbe aperto una inchiesta a seguito dell’informativa del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf milanese, che contiene la segnalazione dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) di Banca d’Italia. Era stato, tra l’altro, lo stesso notaio davanti al quale è stato stipulato l’atto di compravendita della palazzina (intestata alla figlia del sottosegretario) a inoltrare a Bankitalia una segnalazione per operazione sospetta di riciclaggio.

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