Calcio, il baby portiere ravennate Colombo: "Ho un altro anno di contratto con la Juve, attendo notizie sul mio futuro"

Ravenna | 10 Maggio 2019 Sport
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Pietro Milio
Edoardo Colombo è un portiere ravennate, classe 2001, che fa parte della nuova generazione di atleti romagnoli che stanno tentando di sfondare nel mondo dello sport a livello nazionale. 
Come è iniziata la sua carriera?
«Ho mosso i primi passi su un campo da calcio, quello del Low Ponte a Ravenna. Inizialmente giocavo in attacco ma poi, un po’ per caso, durante un torneo si infortunò il nostro portiere e io decisi di provare tra i pali. Fu proprio in quell’occasione che alcuni osservatori del Cesena mi videro e mi portarono a Martorano per una serie di provini».
Che ricordo ha della sua esperienza al Cesena?
«A Cesena si può dire che io sia diventato un vero giocatore, sono cresciuto fisicamente, tecnicamente ma in particolare mi è stata data quella mentalità, quell’attitudine al lavoro, indispensabile per chi vuole provare a fare il professionista. Sono state 9 stagioni indimenticabili. Sono arrivato che ero un bambino e ne sono uscito pronto per andare via di casa e provare a giocare le mie carte al massimo livello possibile».
Cosa ha rappresentato il passaggio alla Juventus per la sua carriera?
«Andare alla Juve era oltre ogni più rosea aspettativa, la mia squadra del cuore da piccolo, Gianluigi Buffon, il mio idolo di sempre, è stato meraviglioso. Andare a vivere da solo, però, non è stato facile e di questo devo essere infinitamente grato alla mia famiglia che mi ha messo nelle condizioni migliori per giocare, tenendomi con i piedi per terra ma allo stesso tempo lasciandomi sognare. La cultura della vittoria che ha la Juve nel suo Dna è incredibile. Il mio primo anno a Torino non è stato fortunato, dopo un inizio dove mi sono allenato con la Primavera (da sotto età, ndr), un brutto infortunio alla spalla mi ha bloccato per gran parte della stagione e quando sono tornato a una decina di partite dalla fine, avevo perso tanta esplosività ma soprattutto consapevolezza».
A quel punto ha fatto una scelta importante.
«Avevo estremo bisogno di giocare, dovevo tornare a respirare l’aria del campo per riprendere fiducia in me stesso. Alla Juve il primo anno di Primavera è molto complicato: per un portiere spesso si trova poco spazio per la formula dei fuori quota, per questo motivo ho scelto di andare in prestito al Carpi, società che mi ha voluto fortemente. Mi sono diviso tra Primavera e prima squadra, dove ho fatto 8 panchine. Questa alternanza mi ha permesso di crescere moltissimo».
Progetti futuri?
«Non so cosa mi riserverà il futuro. Ho imparato che solo chi non si siede davanti a un obiettivo raggiunto migliora veramente, ed è quello che proverò a fare. Sono sotto contratto con la Juventus per un altro anno, discuteremo assieme, con grande serenità, il da farsi».
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