Brisighella, la vice sindaco Esposito: “sulla Scuola di Marzeno: «Avanti con i lavori ma i tempi di allungano»

Romagna | 10 Marzo 2019 Cronaca

Damiano Ventura  Il progetto di costruzione del nuovo istituto scolastico a Marzeno non è stato accantonato ma anzi, l’amministrazione comunale brisighellese è al lavoro da mesi per cercare di uscire dall’impasse conseguente al fallimento della ditta appaltatrice dei lavori di costruzione della scuola. Una situazione di stallo che il primo cittadino di Brisighella Davide Missiroli nel corso di una seduta del consiglio dell’Unione dei comuni del 2018, fotografava con queste parole: «Non siamo contenti dello stop che hanno subito i lavori in seguito al fallimento della ditta Rinaldi costruzioni. Ora si dovrà procedere con la verifica dello stato di avanzamento, sappiamo che il grezzo dell’immobile è terminato, compresa la rete fognaria, e che era in fase di allestimento il tetto».
Sempre per il primo cittadino «L’importo complessivo esatto dei lavori è di 646 mila euro, dei quali 551 mila alla Rinaldi Costruzioni di Roma e 31mila alla Spada e associati di Cesena. Alla ditta è stato versato solo l’anticipo, che ammonta a 152 mila euro. Ipotizziamo un possibile residuo ancora da saldare di circa 70 mila euro». Oggi, a distanza di qualche mese, il cantiere è tornato in possesso del comune di Brisighella, la cui giunta ha deliberato l’immediata esecuzione dei lavori urgenti (per 203 mila euro, ndr) per la messa in sicurezza delle opere già realizzate, in quanto dopo un sopralluogo si è riscontrato che nei mesi di abbandono del cantiere si era verificato il ristagno di 10 cm di acqua piovana e fango, il rovesciamento e la rottura di tutta la protezione della copertura in plastica, il distacco della pavimentazione esterna e l’inizio del deterioramento e dell’ammaloramento del tavolato in legno.
«Il fatto di riavere il cantiere - commenta Angela Esposito, vice sindaco di Brisighella con delega ai Lavori pubblici - ci ha permesso sostanzialmente di poter avviare la procedura con la quale verranno affidati d’urgenza i lavori per preservare l’immobile fino ad oggi realizzato. Ulteriori danni causati dagli agenti atmosferici potrebbero interessare le strutture portanti con enormi danni per l’investimento pubblico sinora realizzato. Il primo lavoro che sarà affidato consisterà nell’ultimazione del tetto, successivamente si procederà con l’installazione del cappotto esterno e degli infissi. I capitoli di spesa sono quelli dell’appalto e sono opere che se la ditta non fosse fallita, avrebbe dovuto realizzare». Svolti questi lavori, si faranno alcune valutazioni per decidere se proseguire nell’appalto, chiedendo alle ditte allora partecipanti e oggi non fallite se sono intenzionate a concludere i lavori. In alternativa si procederà con un nuovo bando per l’affidamento delle opere restanti. «Il fatto che la ditta sia fallita - continua il vice sindaco - ha complicato i piani. Io sono entrata in giunta nel 2014 quando il progetto era già stato approvato. Come amministrazione crediamo nell’interazione tra il territorio, la scuola e la formazione e anche se oggi la natalità ha subito un calo in tutta Italia fermarsi in questo momento significherebbe buttare via soldi pubblici».
Qualcuno sostiene che quell’edificio oggi potrebbe essere destinato a qualcos’altro, oppure che il denaro potrebbe essere speso in modo diverso. La Esposito però ribatte: «I soldi dal Ministero e l’accordo col comune di Faenza, che compartecipa alle spese, ci sono e sono esplicitamente per la costruzione di una scuola. In questo momento lasciare uno scheletro in un lotto è sicuramente peggio che ultimare i lavori».

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